mercoledì 23 marzo 2016

"UN COLPO AL CUORE" Recensione in anteprima sul film UN BACIO di Ivan Cotroneo

Lo dico subito, io il racconto da cui il film è tratto non l'ho letto. Non so quanto la trasposizione cinematografica sia fedele al testo originale e non so nemmeno se i colpi di scena e il finale siano gli stessi. Una cosa però e certa, ora vado a cercarmi il racconto e me lo leggo, perché se la versione testuale ha la stessa carica emotiva del film, merita sicuramente di essere letta... e di farci un bel pianto sopra.

E sì, perché questo Un Bacio di Ivan Cotroneo (non so perché, ma non riesco a dirlo senza aggiungerci l'autore) parte come un classico racconto adolescenziale di tre ragazzi in età da liceo, con tante strizzatine d'occhio alla Glee-generation (quella dei ragazzi che cantano e ballano nei corridoi della scuola e che vivono con la loro musica nelle orecchie!) e poi inizia a scavarti dentro e non smette fino alla fine. Anzi, quando arriva alla fine, dopo aver scavato per bene, ti pianta pure la pala nel cuore.

Un Bacio (di Ivan Cotroneo) racconta di due ragazzi e una ragazza, compagni di classe al liceo. Ognuno di loro è un "diverso" per qualche motivo.
Lorenzo è gay, rifiutato perfino dalle famiglie adottive che l'hanno scelto in passato. Vive la sua omosessualità in maniera aperta, sfrontata, e costruisce attorno alle delusioni e agli affronti dei sui coetanei, mondi immaginari in cui è amato e desiderato da tutti.
Blu è la ragazza più talentuosa della scuola, quella che ha il ragazzo più figo e quella che tutti denigrano per invidia. Ha un trascorso sessuale, di cui ha un ricordo distorto, e questo segna il suo rapporto con chi le sta attorno.
Antonio è il campione di basket della scuola, ma è trattato da tutti i compagni come se fosse un ritardato mentale. In realtà soffre ancora, come tutta la sua famiglia, della perdita del fratello.
I tre ragazzi sono destinati a incrociare le loro vite da emarginati, a fare gruppo contro gli altri e ad affrontare i loro demoni come possono, arrivando, purtroppo, a scoprire che anche nella loro ristretta cerchia le differenze possono essere determinanti e distruttive.

Il film però non si limita a mettere in scena le difficoltà dei ragazzi. Attorno a loro ci sono le famiglie. Famiglie sane, fatte di gente normale che lavora e cerca di essere quanto di meglio per i propri figli. E, come accade nella vita reale, non sempre la famiglia riesce a essere presente o, se invece lo è, non sempre riesce a esserlo nella maniera giusta per un adolescente.

Grazie a questa duplicità di prospettiva, Un Bacio di Ivan Cotroneo riesce a parlare ai giovani e agli adulti mettendo in luce le fragilità che ognuno di noi, che sia adolescente, adulto o (più nello specifico) genitore di un adolescente, vive o ha vissuto sulla propria pelle. Non è facile riuscire nello stesso tempo a divertire il pubblico, farlo riflettere e farlo piangere parlando di bullismo, di omofobia, di accettazione del diverso, di amicizia e amore, di abusi e di sogni infranti. Ivan Cotroneo ci riesce e, anche se la recitazione appare spesso acerba, la pellicola funziona e si fa perdonare le ingenuità recitative di interpreti principali e comprimari.

Guardando un film come questo, si arriva alla fine con uno sfrenato bisogno interiore di happy-ending, del bel finale cinematografico risolutore e... io comunque il finale non ve lo dico. Tanto, quando vi renderete conto di come le cose stanno per finire, sarà troppo tardi e starete già piangendo.

Massimiliano Martini

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