venerdì 22 aprile 2016

CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR, recensione in anteprima "spoilerosa ma non troppo" di un film bello e dolente

Anche se il titolo del film è Captain America: Civil War, si potrebbe tranquillamente dire che questo terzo capitolo della microsaga dedicata al Cap, altro non sia che un film sugli Avengers, il seguito diretto di Age of Ultron. Certo la presenza di Bucky "Soldato d'Inverno" Burns e la centralità del suo rapporto con Steve Rogers spostano la bilancia verso quest'ultimo personaggio, ma il film rimane più un'opera corale che un film dedicato solo a lui.

Civil War ha un compito difficilissimo. Come film "di mezzo" nel grande piano cinematografico della Marvel deve fare i conti con tutta una serie di storie già raccontate e di personaggi già definiti. Deve inoltre preparare il terreno per quello che verrà. In aggiunta a tutto questo, ha l'onere di introdurre nuovi personaggi e, in qualche modo, di congedarne altri. Entrano in scena Black Panther e Spider-Man, e non lo fanno certo in punta di piedi, ma deve anche essere valorizzata la nuova aggiunta nel team, il minuscolo Ant-Man, che nel film ha un ruolo "gigantesco!"

I fratelli Russo, i registi, con alle spalle gli scrittori dei precedenti film del Cap e dei futuri Infinity War, gestiscono il tutto con encomiabile precisione. Riescono a dare il giusto spazio ad ogni personaggio, cucendo loro addosso ottime scene di combattimento (a tratti spettacolari) e un percorso di crescita ben definito. La storia portante del film, una sorta di blando thriller tutto incentrato sulle azioni di Zemo e sulle sue motivazioni, riesce a tenere la suspense fino all'ultimo, svelandone solo nelle ultime battute la vera natura. Questa è, in realtà, forse la parte più debole del film, in quanto è meno apocalittica di quanto ci si possa aspettare e spegne in un attimo l'enfasi crescente del finale.

La storia è facilmente intuibile ed è meno articolata di quanto anticipazioni, leak di notizie, e dichiarazioni fuorvianti di attori e crew avessero lascito intendere.

ATTENZIONE SPOILER

Tutto inizia nel bel mezzo di una missione degli Avengers. La squadra sta cercando di catturare Crossbones e, tra scazzottate e superpoteri, alla fine riesce nel suo intento, ma a farne le spese sono, come al solito, i civili.
In seguito a questo evento un consesso di nazioni decide di regolamentare gli interventi dei supereroi ponendo loro dei limiti. Agli Avengers, presi uno per uno, spetta decidere se firmare tale accordo e rimanere in attività o "andare in pensione".
Tony Stark, palesemente provato dal peso delle vittime innocenti, privo degli affetti famigliari (lui e Pepper Pots si sono presi "una pausa" dal loro rapporto) e angustiato dal ricordo della morte dei genitori avvenuta nel 1991, firma l'accordo. Lo seguono il devoto amico James Rhodes/War Machine, Visione e Natasha Romanoff/Vedova Nera.
Dall'altra parte si schiera Captain America che, incomprensibilmente, si rifiuta di essere assoggettato a un ordine superiore e vuole mantenere l'autonomia e l'impunibilità delle proprie azioni. Con lui Sam Wilson/Falcon e Wanda Maximoff/Scarlet Witch.
I pochi momenti di calma della pellicola ci regalano i confronti dialettici e gli approfondimenti delle motivazioni dei personaggi. Ci ritroviamo così a simpatizzare per l'una o l'altra parte, dovendo riconoscere prima agli uni, poi agli altri, la sensatezza di alcune argomentazioni. E' in questo momento che il dolore da "fan dei supereroi" inizia a farsi sentire. Si percepisce il conflitto tra gli amici e questo, sebbene è ciò che siamo venuti a vedere al cinema, è quello che non vorremmo mai vedere. I buoni che combattono contro i buoni, solo perché non riescono a spiegarsi tra di loro, è un'aberrazione fastidiosa, e Vedova Nera incarna la posizione del pubblico. Sebbene schierata rimane in bilico tra le due fazioni, corrosa dal vedere l'amicizia tra i suoi compagni andare in pezzi.
Al momento della firma dell'accordo però, succede l'irreparabile. Un attentato dinamitardo stermina i delegati dei vari paesi firmatari e ad esserne l'artefice sembra sia il Soldato d'Inverno. Tra i morti si annovera anche il Re di Wakanda, un ricco regno produttore di vibranio (il metallo di cui è fatto lo scudo di Captain America), e il figlio, il giovane T'Challa, giura vendetta.
La ricomparsa di Bucky acceca Steve Rogers. La possibilità di ritrovare l'amico perduto gli fa ignorare qualsiasi regola e si getta a capofitto nella sua ricerca, arrivando a scontrarsi anche contro le forze militari in campo, diventando, di fatto, un fuorilegge. Ciò nonostante Bucky viene catturato e Captain America riportato alla ragione. L'intervento di Tony Stark  riesce anche a medicare le cose, a non far incriminare il Cap e chi lo ha aiutato, al costo, però, di vedersi ritirare armi e attrezzature.
E' qui che Zemo si fa avanti. Ne avevamo seguito le mosse durante tutto il film, vedendolo indagare sul condizionamento mentale operato in passato sul Soldato d'Inverno e sulle sue missioni. Zemo si infiltra dove Bucky è tenuto prigioniero e ne riattiva il condizionamento mentale, scatenandone la furia cieca assassina.
Ancora una volta Bucky si da alla fuga, ma questa volta Captain America e Falcon gli stanno alle calcagna, riuscendo poi a farlo ragionare. Ecco che emerge la verità: Bucky non è l'artefice dell'attentato al tavolo degli accordi. Lo era qualcuno travestito da lui... era Zemo. Il piano dell'uomo era quello di trarre informazioni sulla base siberiana dove era stato condizionato il Soldato d'Inverno, dove sono custoditi altri cinque uomini potenziati.
Zemo va fermato e Captain America si fa carico dell'operazione. Ma il peggio deve ancora venire. Tony Stark ottiene l'incarico di fermare il Capitano e di riportarlo alla ragione, speranzoso di riuscire a farlo ragionare scongiurando l'intervento delle forze militari. I due eroi sono destinati a fronteggiarsi, si ritrovano così a dover rimpolpare le loro file di amici. Rogers recluta Scott Lang/Ant-Man e Clint Barton/Occhio di Falco, che nel frattempo si era ritirato per dedicarsi alla famiglia; Stark arruola Peter Parker, un giovanissimo Spider-Man.
Lo scontro diventa inevitabile e noi ce lo godiamo tutto sul grande schermo. E' il momento più "alto" del film, un'incredibile concatenazione di scene di lotta in cui si percepisce la sofferenza che c'è tra questo gruppo di super-amici nel combattere tra di loro. Ogni colpo vuole far male ma non vuole uccidere, e ad ogni colpo assestato sembra che l'uno chieda scusa all'altro. E' doloroso anche per il pubblico, perché, sebbene si sia presi dalla spettacolarità dell'azione, non si desidera altro che gli eroi smettano di combattere e si decidano finalmente a parlare tra di loro. Ma non succede e, come in tutte le guerre, qualcuno ne fa le spese e cade (tranquilli, non muore nessuno... però qualcuno si fa veramente male). E quando tutto sembra volgere al peggio per Captain America e Bucky, ecco che Vedova Nera cambia schieramento, e invece di fermare la loro fuga, li lasci scappare.

Tutti gli eroi dissidenti vengono catturati e incarcerati. L'era degli Avengers è alla fine. Rimangono liberi Tony Stark, Visione, Pantera Nera, Spider-Man e War-Machine. Ma Tony non si da ancora per vinto, vuole capire cosa stia facendo veramente Steve Rogers. E' ancora suo amico e non accetta di perderlo così. Riesce a scoprire la sua destinazione e, indossata l'armatura di Iron-Man, lo raggiunge in Siberia.
Finalmente i due si parlano, riescono a spiegarsi, ma è Zemo a rimettere ancora una volta lo zampino nel loro rapporto. Quello che avevamo solo potuto intuire all'inizio del film ora viene svelato: i genitori di Stark furono assasinati dal Soldato d'Inverno. Accecato dall'odio, Iron-Man si getta a capofitto in una lotta all'ultimo sangue con Bucky che, inesorabilmente, coinvolge anche il Cap. Ad avere la peggio è Iron-Man (no, non muore!)
Zemo tenta la fuga, viene invece catturato da Pantera Nera, che così compie finalmente la sua vendetta (no, neanche Zemo muore. Viene imprigionato.)

Il finale è amaro, molto amaro.
Gli Avengers, come li avevamo conosciuti, non esistono più. A parte Visione, Iron-Man e War Machine, gli altri sono considerati fuorilegge in fuga.

Tirate le dovute somme, il film fa dannatamente bene il suo lavoro. Intrattiene dall'inizio alla fine, stemperando i momenti più drammatici con battute e azioni comiche (lasciate per lo più a Spider-Man e Ant-Man). Unica pecca il finale "in calando" privo di un reale happy-ending. Scelta probabilmente necessaria per poter agganciare il film alle future produzioni, ma che lascia quel sottile retrogusto di amaro tipico delle situazioni irrisolte; perché, anche se in un certo senso il rapporto di amicizia tra Steve Rogers e Tony Stark è salvo... la famiglia si è separata.

E mentre scorrono i titoli di coda... non andate via! Vi aspettano due scene post-credit!

Ah, dimenticavo, Stan Lee c'è!

Massimiliano Martini

P.S.: E' inevitabile fare un paragone con Batman v Superman: Dawn of Justice. Alla fine dei conti la trama è molto simile, le motivazioni sono molto simili... ma Civil War è meglio!

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