giovedì 7 aprile 2016

CODICE 999, recensione in anteprima di un film "sporco e corrotto"

Quando ho visto i primi trailer di Codice 999, quando ho letto le prime informazioni sul film che iniziavano a circolare mi ero fatto l'idea di un a pellicola a metà tra il thriller e il gangster movie (in salsa moderna) che prometteva un'abbondante dose di efferata violenza, condita da litri di sangue e sofferenza.

In sala mi sono addormentato. Fine della recensione.

OK, non posso terminarla così, devo scrivere almeno qualche altra riga! In realtà non mi sono addormentato, però ho dovuto mettere in atto tutta quella serie di tecniche sadomasochistiche per obbligarmi a rimanere sveglio (posizioni scomode sulla poltrona, masticare quintali di chewing-gum, inclinarsi in avanti per non accomodarsi pigramente sullo schienale).


Il film, dal cast di tutto rispetto e con alcune interpretazioni formidabili (Kate Winslet nei panni della spietata matrona della "mafia kosher" è monumentale), ruota attorno ad un gruppo di poliziotti di Atlanta corrotti e tenuti in pugno dalla potente associazione malavitosa di turno, per la quale sono costretti, nemmeno tanto controvoglia, a effettuare rapine. Le acque però non sono calme attorno a questi poliziotti corrotti, c'è chi indaga su di loro e piano piano riesce a identificarli. Attenzione al mini-spoiler che segue... Ma prima che arrivi la polizia (quella non corrotta) a porre fine alle loro malefatte, ci pensa l'associazione malavitosa stessa a sterminarli mettendoli l'uno contro l'altro. Fine dello spoiler.

Se le basi ci sono tutte per ottenere quanto promesso dai trailer, è nella costruzione finale del film che viene a mancare il ritmo. Oltre alle scene dei trailer poco altro si innesta nella trama e tutto si risolve in un film molto statico, dove a prevalere non è l'azione o l'efferatezza ma la claustrofobia e il senso di peccato senza possibile redenzione.
L'impressione è che il regista, John Hillcoat, abbia voluto creare più una fotografia che un film, un'immagine quasi immobile di una realtà sporca e corrotta, puntando molto sull'atmosfera generale (che in questo caso è compromessa come la peggiore periferia americana) e poco sullo sviluppo della trama e dei personaggi che, alla fine dei conti, sono quello che sono in maniera molto bidimensionale.

Piccolo consiglio con SPOILER: Se siete fan di The Walking Dead e volete andare a vedere il film solo perché vi recita Norman Reedus (Daryl in The Walking Dead)... sappiate che muore quasi subito!

Massimiliano Martini

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