venerdì 8 aprile 2016

Recensione in anteprima di HARDCORE! Un film DANNATAMENTE ATIPICO che sarebbe un peccato non andare a vederlo!

Non è difficile intuire che tipo di film sia Hardcore! già dai trailer.
La vera domanda è: "Sarà davvero tutto così, girato in prima persona?"
La risposta è: "" quindi, se siete deboli di stomaco portatevi un bel sacchetto "antiemetico" e scordatevi bidoni di pop-corn e litri di Coca-cola!

Fatta questa doverosa precisazione non si può non gridare a gran voce che Hardcore! è un film che rispetta in tutto e per tutto le aspettative di catapultarci in un frenetico, violento, sanguinolento, a tratti erotico videogioco.
A prendere le nostre parti di giocatore è Henry, un personaggio di cui non sentiamo mai la voce, non vediamo il volto e che seguiamo tramite le telecamere GoPro montate sul casco dello stuntman che lo interpreta nella sua incessante corsa tra sparatorie, inseguimenti in macchina, combattimenti con ogni tipo di arma. Il linguaggio adottato è quello del videogioco nudo e crudo, con evidenti richiami a una infinità di titoli del settore. Henry, che è una sorta di uomo ricostruito con parti cibernetiche, ha una batteria da alimentare, dei compiti da assolvere, degli obbiettivi da raggiungere, proprio come in un videogioco.

La trama vera e propria, a parte una sorta di introduzione iniziale, la scopriamo solo alla fine, dopo un crescendo frenetico di combattimenti e splatter; ed è giusto che sia così perché l'obbiettivo del film è quello di citare il videogioco, di farci credere di essere in un videogioco, sostenendo un inganno totale: cioè di poter guidare Henry. Il cinema, per definizione, crea empatie, suscita emozioni, ma non permette questo livello di immedesimazione e ben lo sa il regista del film Ilya Naishuller, che gioca con questo inganno più che può ma non riesce a far a meno, proprio per non distruggere il linguaggio cinematografico, di inserire un personaggio esterno in grado di fare da guida tanto a Henry quanto a noi. Si tratta di un poliedrico Sharlito Copley capace da solo di infondere ulteriore follia, ironia e quei giusti momenti divertenti che permettono allo spettatore di tirare il fiato tra una riconcorsa e l'altra.

E' inevitabile, usciti dalla sala, chiedersi se un'esperienza come questa , comunque immersiva al 98%, possa diventare "genere" e applicarsi a delle tipologie cinematografiche che non siano il puro action-movie.
Hardcore! farà scuola o sarà una perla in un mare di film ripresi in terza persona?
Nel dubbio... andate a vederlo!

Massimiliano Martini

LE NOTIZIE PIU' LETTE DELL'ULTIMO MESE