giovedì 19 maggio 2016

Recensione in anteprima di ALICE ATTRAVERSO LO SPECCHIO, un seguito con un po' meno Moltezza e senza Deliranza

Nel 2010 Alice in Wonderland fu un trionfale successo. Forte di un incasso mondiale intorno al miliardo di dollari, l'allora regista Tim Burton elevò il  mondo immaginario creato da Lewis Carroll a icona visiva pop, sfruttando a piene mani gli effetti speciali in computer grafica e portando all'estremo la caratterizzazione dei personaggi di quel mondo meraviglioso. Certo non era il Tim Burton che piaceva di più, quello un po' tetro e artigianale di Edward Mani di Forbice, ma la sua revisione della fiaba di Alice piacque.
A distanza di sei anni, rivedendo il film, forse si potrebbe formulare qualche ripensamento. L'opera e la trama di Alice in Wonderland appaiono ora più piatti e il ruolo affidato a Johnny Depp, il Cappellaio Matto, figura come decisamente eccessivo e fin troppo istrionico (come dimenticare la Deliranza...)

Forse memore di certi errori, Burton non ha curato la regia del seguito Alice attraverso lo specchio, lasciando a James Bobin (Da Ali G Show e I Muppets) il compito di portarne avanti la storia.
Bobin prende solo spunto dalle opere di Carroll e pianta le radici della sua storia nel film precedente, ricalcandone lo schema generale ed introducendo una variante che al cinema piace sempre: i viaggi nel tempo.

Alice, ora Capitano della nave che fu del padre, è un'abile lupo di mare capace di sfuggire ai pirati manovrando vele e aggirando secche, trasformando l'impossibile in qualcosa di possibile. Tornata in patria dopo anni di navigazione si trova a dover decidere se rinunciare alla casa, dove vive la madre, o alla nave. A complicare ulteriormente la situazione ci si mette il Brucaliffo, ora splendida farfalla, intenzionato a riportarla nel Sottomondo. Il viaggio che Alice intraprenderà, inutile a dirlo, sarà un'allucinante avventura, ma anche l'occasione per prendere coscienza di quale siano i veri valori da considerare nel momento di fare la difficile scelta nella vita reale.
Approdata "oltre lo specchio" Alice ritrova tutti i suoi vecchi amici preoccupati per le sorti del Cappellaio Matto. Il Cappellaio ha perso la sua Moltezza, roso dai rimorsi nei confronti della sua famiglia dispersa. E' la Regina Bianca ad offrire la soluzione ad Alice: impossessarsi della Cronosfera del Tempo per viaggiare nel passato e sistemare le cose per l'amico Cappellaio.
Da qui in poi il film si trasforma in una continua corsa contro il Tempo, tra il passato di uno e dell'altro personaggio, alla ricerca di una storia che fa fatica a dipanarsi ma che è impreziosita da momenti interessanti dedicati alle origini di alcuni personaggi. Vediamo così la giovinezza del Cappellaio, le origini dei rancori tra la Regina Rossa e la Regina Bianca, le cause della testa gigante di quest'ultima, ma anche il motivo del ripetuto tè con non compleanno del Leprotto Marzolino.

Percepita durante tutto il film, ma consolidata nel finale, è la morale della storia: un ammonimento fin troppo didascalico sul valore del tempo, preziosa risorsa da non sprecare con inutili rancori e rimorsi famigliari: tra sorelle, coi genitori e perfino con gli amici.

A differenza del primo film, qui Johnny Depp nei panni del Cappellaio perde smalto (e forse non è un male) lasciando ampio spazio all'ironia di Sacha Baron Cohen nei panni del Tempo, un personaggio né buon né cattivo, prigioniero di se stesso e inesorabile. Unico vero nemico che non si può battere, ma con cui si può facilmente venire a patti.
Stucchevole oltre ogni limite il personaggio della Regina Bianca, perfettamente resa da pose e mossette di Anne Hataway, e delirantemente meravigliosa Elena Bonham Carter, capace di caratterizzare al meglio la Regina Rossa (inizio a pensare che sia la vera personalità dell'attrice!). L'Alice di Mia Wasikowska perde un po' dello stupore che riusciva a trasmettere nel primo film, muovendosi con più convinzione ma non apportando alcuna novità al personaggio.

Difficile dire se questo film sbancherà il botteghino. L'impressione è che le aspettative non siano alte e che Alice attraverso lo spechio possa pagare lo scotto di non avere un reale pubblico di riferimento. Troppo sofisticato per i giovanissimi e troppo semplicistico (specialmente nella trama) per i più grandi, rischia di deludere tutti.

Alice attraverso lo specchio arriverà nei nostri cinema il 25 maggio.

Massimiliano Martini

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