mercoledì 11 maggio 2016

Recensione in anteprima di THE BOY, l'horror inatteso che soddisfa

Non fatevi ingannare dalle premesse, dai trailer e dalla campagna promozionale, The Boy non è il solito horror.
Certo c'è quella che sembra la solita casa infestata, la solita bambola inquietante, la solita soffitta misteriosa, il solito pozzo nero, i soliti personaggi ambigui, ma il pregio di questo film è che riesce a gestire tutti questi stereotipi portandoli ogni volta a un livello superiore, riutilizzandoli in maniera originale e inaspettata.

Greta, interpretata da Lauren Cohan (ben nota per essere Maggie nella serie culto The Walking Dead), è una ragazza americana in fuga dagli States, alla ricerca di un po' di solitudine e, più che altro, di pace interiore.
Trova lavoro come baby sitter per Brahms, il figlio di una coppia di anziani coniugi che vivono in una grande casa d'epoca in mezzo al bosco in Inghilterra. Quello che Greta non si aspetta è che quel bimbo, che lei dovrebbe accudire, sia in realtà un bambolotto dalle fattezze del bambino, morto in un incendio quando aveva otto anni.


Greta, lasciata sola per parecchi giorni con il bambolotto, dovrà accudirlo seguendo delle rigidissime regole, arrivando perfino a simulare di istruirlo, nutrirlo e coccolarlo.
L'assurdità della situazione e il fascino del fattorino del vicino paese, Malcolm (interpretato da un piacente Rupert Evans), faranno sì che Greta manchi ai suoi obblighi, scatenando così la rabbia di... Brahms.


Detta così la trama può apparire perfino banale, ma The Boy è in realtà un film dalle molteplici anime. Il regista William Brent Bell riesce a spiazzare lo spettatore con continui momenti inaspettati, capaci di stupire in quanto contrari alle consuete aspettative di tante situazioni di tensione. Il film cambia registro per ben due volte, passando dall'iniziale thriller-movie iniziale (in cui Greta prende lentamente coscienza di ciò che sta accadendo intorno a lei), al ghost-movie centrale (in cui la tensione si trasforma in curiosità), fino alla svolta finale che, non volendo anticipare nulla, riesce ancora una volta a stupire.

In definitiva The Boy è un buon film, che riesce a ritagliarsi con onore il suo posto nella mitologia dell'horror, non per la sua capacità innovativa, ma per essere una sapiente riscrittura di un genere fin troppo abusato.

Massimiliano Martini

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