giovedì 12 maggio 2016

TINI - LA NUOVA VITA DI VIOLETTA, recensione in anteprima per nulla obiettiva... siete avvisati!

Cosa aspettarsi da Tini - La nuova vita di Violetta?

E' innegabile che il film non aspiri ad essere annoverato tra i capolavori dell'arte cinematografica, il suo compito è quello di traghettare le adolescenti fan della cantante argentina verso un nuovo mondo, dove Violetta è cresciuta ed è pronta ad affrontare nuove e più mature sfide, proprio come le stesse fan che, negli anni, sono diventate grandi.


Il produttore Pablo Bossi ha ben sintetizzato l'anima del film:
"Questo film è dotato di un doppio significato. È una storia incentrata sulla fine dell’adolescenza e l’inizio della vita adulta e su una giovane donna che affronta una crisi, perde ogni cosa e ricomincia a vivere. Insegna che niente è impossibile se ce la metti tutta e che ogni crisi nasconde un’opportunità di miglioramento personale."
Proprio la crescita, la consapevolezza di sé stessi e il riconciliarsi con le proprie origini e la propria famiglia sono i temi al centro di questo film, conditi con un'abbondante dose di buoni sentimenti, amore e amicizia.


E' indubbio che il prodotto finale sia esteticamente diverso dalla serie televisiva e, sebbene se ne ritrovino alcuni personaggi, il "feeling" generale risulti diverso. Mi verrebbe da dire in maniera banale che il risultato finale sia "cinematografico", e in effetti è così. Non si respira più quell'aria mista di soap-opera e sit-com, qualcosa è cambiato e tutto è diventato più serio (poco più serio) e più maturo... E' la crescita, dei personaggi e del pubblico, che si fa sentire.


Ciò nonostante di pecche ce n'è in abbondanza. Non mi dilungherò sulla regia approssimativa, sul montaggio fatto con l'accetta, sulla trama a tratti insostenibile (non riuscire a comunicare nell'era dei telefoni cellulari è un escamotage narrativo ormai improponibile), sulla fotografia altalenante o sul doppiaggio... da brividi (specialmente quando si cerca di dare quel tocco di italianità con accenti e idiomi del sud Italia), non discuterò sulla bellezza delle musiche e delle canzoni, comunque parte trainante dell'intera trama, ma mi limiterò a dire che, qualunque difetto abbia il film... non ha la benché minima importanza quando vedi tua figlia (di 8 anni) e le sue amichette esultare di gioia, ballare, applaudire e commuoversi per tutti i 117 minuti del film.
Loro erano felici, e questo batte qualunque opinione negativa di qualunque critico cinematografico.

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