venerdì 24 giugno 2016

Recensione in anteprima de IL PIANO DI MAGGIE, un film dove troviamo tutta la magia di New York

New York New York,
big city of dreams
And everything in New York ain't always what it seems
You might get fooled if you come from out of town.

Questo era la parte di testo con cui iniziava una canzone piuttosto famosa negli anni della mia gioventù. Guardando questo film mi sono tornati prepotentemente alla mente i versi della canzone che Grandmaster Flash e i Furious Five cantavano sulla città della grande mela. La stessa New York la possiamo vedere sullo sfondo della pellicola scritta e diretta da Rebecca Miller. La moglie di Daniel Day Lewis ha voluto, con passione e dedizione, raccontarci la bizzarra storia di Maggie Hardin, simpatica insegnante di Arte e Management che, cresciuta durante l'infanzia in una famiglia quacchera, si ribella contro la sua natura e, sentendo il suo orologio biologico ticchettare con insistenza, decide di affidarsi alla inseminazione artificiale per poter avere la figlia che tanto desidera. Dopo varie consultazioni con un suo ex-fidazato dei tempi del liceo, la donna pianifica le operazioni necessarie e il donatore che fornirà il materiale biologico utile per l'inseminazione. Proprio quando il disegno della donna sembra procedere abbastanza liscio, il destino ci mette lo zampino tramite il simpatico e creativo, John Harding (Ethan Hawke), un affascinante scrittore e antropologo che in brevissimo tempo riesce a conquistarla malgrado, o forse anche a causa, del matrimonio dell'uomo con Georgette (Julianne Moore), scrittrice danese perennemente in movimento, concentrata verso la ricerca personale del successo e l'autoesaltazione, a costo di annullare le persone che vivono con lei.


Tutto improvvisamente sembra ribaltarsi quando, dopo il divorzio dalla prima moglie, John Harding si rivela essere molto meno attivo e propositivo, al punto che Maggie decide di incontrare la ex di suo marito e in quell'occasione alcune importanti rivelazioni toccheranno la vita di entrambi i nuclei familiari, con risvolti semi-drammatici.

La grande mela, la sua provincia e l'aria che vi si respira, a volte permeano e danno un ritmo nevrotico al susseguirsi delle scene. Anche nelle inquadrature meno rilevanti per la narrazione si scorge qualche breve scorcio che ci dimostra l'amore per questa città magica, un luogo dove l'incredibile si realizza!

Francamente non avrei mai pensato di vedere Julianne Moore in un ruolo simile, abituato a considerarla una delle stelle dei film drammatici, sono rimasto molto colpito dalla sua capacità di impersonare un ruolo come quello della moglie egoista, la donna ferita nello scoprire che il proprio uomo preferisca un'altra a lei, mossa dalla voglia di ritrovare un rapporto con il padre dei suoi figli e... non dico altro. Greta Gerwig, dall'inizio della pellicola non si capisce se sia un personaggio azzeccato oppure sia una protagonista per caso. La sua aria da vicina di casa, da persona qualunque, la fanno sembrare in alcuni momenti anche troppo "comune" per interpretare la decisa Maggie; finché, di punto in bianco, ci si rende conto che lei è perfetta per quella parte! Non è eccessivamente simpatica, neppur troppo sgradevole, è semplicemente Maggie e non potrebbe essere altrimenti.
Terzo protagonista è Ethan Hawke, sicuramente ne è passata di acqua sotto i ponti dal suo esordio fantascientifico in Explorers, però è riuscito a mantenere quella sua aria a metà tra l'ingenuo e il serioso, permettendogli di strappare un sorriso di tenerezza in diversi momenti del film, pur suscitando una sorta di risentimento per il carattere indolente del suo John Harding e per il temperamento focoso da marito che scopre di essere stato manovrato.
 

Voto: 7 su 10.
 
Sergio Raffaele Di Barletta

Il piano di Maggie è al cinema dal 30 giugno.

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