mercoledì 22 giugno 2016

Recensione in anteprima di IT FOLLOWS, un film disturbante che fatica a centrare il bersaglio pur inseguendolo per tutto il tempo

It follows si configura come un'opera indipendente, un piccolo prodotto realizzato da un autore/regista semi esordiente (David Robert Mitchell al suo secondo lavoro cinematografico) che sfida le regole dell'horror e cerca una nuova identità del genere attingendo ai grandi classici, dichiarando come fonte d'ispirazione le opere di Carpenter e Cronenberg.

La storia è essenziale. La diciannovenne Jay (Maika Monroe), tipica adolescente americana carina tutta scuola e ragazzi, consuma la sua relazione amorosa sui sedili posteriori di una macchina. Questo semplice e potenzialmente piacevole atto si trasforma in una maledizione. Il ragazzo le trasmette tramite l'atto sessuale una sorta di persecuzione: da quel momento un'indefinita creatura la segue, assumendo l'aspetto di persone sempre diverse. La segue senza sosta ovunque, lentamente, inesorabilmente e, pur essendo fisicamente presente, solo lei può vederla. Lasciarsi raggiungere equivale a morte certa. Unica possibilità di salvarsi è passare la creatura a qualcun altro, sempre tramite l'atto sessuale.


Ma Jay è fortunata. Attorno a lei c'è un gruppo di sorelle e amici molto unito, che sa bene cosa le sta succedendo, le crede e decide di fronteggiare il nemico assieme a lei.

Volutamente estraniante, dalle musiche sintetizzate e disturbanti, forte di inquadrature ossessive mirate a centrare la presenza costante di qualcuno sullo sfondo. Il film ci porta alla resa dei conti abbastanza velocemente, con meno sussulti rispetto alle aspettative, e stravolge le aspettative sul finale SPOILER >>> non raggiungendo l'eliminazione della creatura ma assecondando l'unico modo con cui la si può combattere, e cioè passandola a qualcun altro.

In tutto questo però c'è una grande mancanza, e cioè l'assenza di una trama chiara, ben spiegata, che fornisca risposte allo spettatore. E se la trama non riesce a spiegarsi a dovere, nemmeno le intenzioni dell'autore assumono una chiara identità. Qual era l'intento del regista? Realizzare un film di denuncia sul libertinismo sessuale degli adolescenti? Mettere alla gogna l'assenza degli adulti nella vita dei giovani ragazzi (in effetti nel film gli adulti sono talmente assenti da destare perfino qualche sospetto che la cosa nasconda un secondo livello di lettura... ovviamente non dichiarato dall'autore)? Evidenziare come le ossessioni e le malattie mentali non siano cose che si possano sconfiggere, ma con cui bisogna imparare a scendere a patti?

Dopo la visione di It follows rimangono un sacco domande... e la sensazione che da questo film si potesse pretendere di più.

Massimiliano Martini

It follows sarà al cinema dal 6 luglio.

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