martedì 7 giugno 2016

Recensione in anteprima di NOW YOU SEE ME 2, la magia dell'illusionismo contro la magia del cinema

Uno dei problemi principali del realizzare un film incentrato sui trucchi magici e l'illusionismo è che, per poterli rendere cinematografici, c'è l'esigenza di spiegarli al pubblico. Il cinema infatti, già "magia" di per sé stesso, non ammette altro inganno al di fuori del suo.
Se con il primo Now you see me il mix di magia e heist movie aveva inaspettatamente funzionato, con il secondo capitolo il rischio era quello di ricadere nella ripetizione seriale di un cliché che sapeva rinnovarsi.

La soluzione adottata del nuovo regista (Louis Leterrier qui ha lasciato il posto a Jon M. Chu) per raggiungere lo scopo, è quella di giocare la carta dell'esagerazione. Esagerazione nei trucchi  magici, nella trama e nel doppio gioco, esagerazione ed esasperazione dei personaggi, che da simpatici guasconi del primo film, qui diventano una sorta di "squadra speciale" addestrata per l'impossibile.

Jon M. Chu parte dalle premesse del primo film e coniuga una vicenda (scritta dallo sceneggiatore Ed Solomon) che è il proseguimento del primo film in una maniera così stretta che ha bisogno di dedicare gran parte della prima parte del film per tirarne le fila, spiegando quanto accaduto precedentemente a favore di chi non ha visto il primo capitolo.

La storia riprende tre anni dopo l’epilogo del film del 2013. I quattro Cavalieri, che nel frattempo sono diventati tre (interpretati da Jesse EisenbergDave FrancoWoody Harrelson) e tornano ad essere quattro grazie all'aggiunta dell'eccentrica Lizzy Caplan, sono rimasti nell’ombra braccati dall'FBI interpretato da Mark Ruffalo (che in realtà fa il doppio gioco ed è di fatto il capo dei Cavalieri).



Se nel primo film i loro spettacoli si scagliavano contro i fautori della crisi economica, qui trovano l'occasione di tornare in scena per accanirsi contro un magnate dell'informatica capace di violare la privacy di chiunque. L'incursione dei Cavalieri, mirata a svelare in pubblico i piani reconditi del magnate, però non va in porto, perché ostacolati da un giovane miliardario deciso rimanere nell'ombra dell'anonimato (Daniel Radcliffe), e che impone loro di procurargli il chip cuore della tecnologia in grado di violare la privacy.


E da qui iniziano i problemi. Mentre la trama cerca di acquistare ritmo e spettacolarità, la resa visiva diventa via via sempre più confusa. Le magie si fanno sempre più eccentriche e portate all'estremo, sia di complessità che di durata, e lo spettatore inizia a perdere l'orientamento. L'eccesso messo in scena diventa effettivamente eccessivo e finisce per annoiare. I colpi di scena diventano sempre prevedibili e, tolta la spettacolarità di alcuni momenti, per lo più riassunti in grandi panoramiche della città di Londra, non rimane più niente da apprezzare.

Il giudizio finale è che, con un po' più i sobrietà e più cura nella storia, ne sarebbe venuto fuori un film godibile, e invece ci si è limitati a un grosso gioco pirotecnico studiato per abbagliare... insomma, un grosso gioco di prestigio di cui ti viene sistematicamente spiegato il trucco.

Massimiliano Martini
 
Now you see me 2 è nei cinema dall'8 giugno.

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