venerdì 24 giugno 2016

Recensione in anteprima di TOKYO LOVE HOTEL, uno spaccato di vita e trasgressioni negli albergi del sesso giapponesi

さよなら歌舞伎町 (Sayonara Kabukichō) è il titolo originale di questo simpatico film. Di certo la versione semplificata Tokyo Love Hotel cattura immediatamente l'immaginazione, sia di chi abbia un minimo di dimestichezza con il paese del sol levante, sia di chi non hanno minimamente idea di cosa siano i Love Hotel, ma si lascia intrigare dalla fantasia sessuale di poter entrare in una stanza e realizzare i propri desideri.
Il bravissimo Ryūichi Hiroki, forte della sua esperienza nel campo dei Pinku eiga (film erotici softcore), normalmente realizzati in poco meno di una settimana a pellicola, ha confezionato un geniale film ambientato in un piccolo albergo di Shijuku. L'Hotel Atlas è il territorio in cui per una circa una giornata vivremo i drammi, le passioni e i segreti dei protagonisti, a cominciare da Toru (Shōta Sometani), un giovane receptionist che, dopo aver brevemente lavorato al Grand Pacific, un hotel cinque stelle lusso, si ritrova a destreggiarsi tra i compiti di vice direttore, coordinatore del personale e semplice cameriere. Sarà proprio Toru a fare da filo conduttore tra le vite delle persone che lavorano, si incontrano, si nascondono o comunque passeranno una particolare giornata presso l'Atlas.


L'inizio del film permette di osservare alcuni bellissimi scorci di Shinjuku, una bellissima area della megalopoli, completamente aliena alla parte iper-tecnologica tutta lucine e mega schermi, e mostra le basse costruzioni della periferia, le pittoresche vetrine dei piccoli negozietti tipici e altri lampi della Tokyo che può far innamorare di sé quelle fortunate persone che riescono ad andarci. Tra le viuzze facciamo la conoscenza di Toru (Shota Sometani) e la sua ragazza Saya (Atsuko Maeda), aspirante musicista che ha da poco ottenuto un contatto molto interessante con un impresario musicale di rilievo. I due giovani si conoscono da sempre, o quasi, e sono stati proprio i genitori di lei a prestare i soldi per studiare e permettere al ragazzo di trovare un impiego presso il prestigiosissimo Gran Pacific. Poco prima di arrivare, Saya riceve una telefonata e si congeda augurando una buonissima giornata.

La seconda persona che incontriamo è Satomi (Kaho Minami), una diligente ed efficiente cameriera ai piani che, fuori dal lavoro, vive nascondendo il suo compagno Yasuo (Yutaka Matsushige). La coppia è costretta a vivere in clandestinità da quando sono rimasti coinvolti in un'aggressione ai danni dell'ex-marito di lei. La loro speranza maggiore è che passino in fretta le ore che li dividono dalla libertà quando il crimine di cui sono stati accusati, cadrà in prescrizione.
Le prime ore della mattina passano abbastanza tranquille finché Toru non si reca a consegnare una pizza alla troupe di un film hard, la squadra ha prenotato un intero piano per effettuare alcune riprese. Il giovane impiegato rimane sconvolto trovandosi davanti alla protagonista femminile del film che si sta girando. Toru scopre che la star è in realtà sua sorella Miyu (Asuka Hinoi), anche lei ha lasciato il paesino di provincia per una più comoda vita grazie ad occasionali film hard. Sconvolto, Toru cerca di cancellare dalla sua mente l'idea della sorella e del suo lavoro, ma il pensiero fisso continua a rimbalzare nel suo cervello, soprattutto quando, uscito in strada, si trova faccia a faccia con una prostituta non più giovanissima che lo prende a male parole per via del regolamento che impone al personale dell'Hotel di allontanare le donne di strada dalle vicinanze della struttura.

La giovane e iperattiva Hinako (Miwako Wagatsuma), arriva all'hotel in compagnia del poco raccomandabile Masaya (Shugo Oshinari). La ragazza rivela esser scappata di casa diverso tempo prima, quando la stessa madre l'aveva invitata senza mezzi termini a morire. La vita da senza tetto della fanciulla riesce a scalfire la scorza di Masaya, portandolo a decidere di non seguire i suoi piani per farla diventare una escort. Si innamora di lei attirando su di se l'ira del suo capo che non si farà scrupoli nel mostrare quanto sia contrariato.
Nel frattempo, tra un check-in e un check-out, incontriamo anche la bella Heya (Lee Eun-Woo), una giovane escort coreana impiegata presso la Juicy Fruits, per lei saranno le ultime ore di lavoro prima del tanto desiderato rientro in patria, l'unico rammarico è il dover lasciare il suo fidanzato Chong-Su (Son Il Kwon), che con ogni probabilità rimarrà sul suolo nipponico. Entro la fine della giornata successiva, i segreti che da tempo portano nascosti, verranno rivelati, cambiando totalmente la vita di tutti e due.
La vita e soprattutto i sogni di libertà di Satomi saranno messi a dura prova con l'arrivo di una coppia di colleghi che si sono dati appuntamento all'Atlas Hotel per una scappatella extraconiugale. In particolare sarà la detective Rikako (Aoba Kawai) a riconoscere qualcosa di familiare nei tratti somatici della cameriera, sarà sempre lei a trovarsi davanti a diversi bivi e dover scegliere tra l'attaccamento al dovere di detective e il rischio di rivelare i retroscena del ritrovamento.
Come si capisce dal titolo originale, tutte le persone coinvolte ci mostreranno le ultime ore della loro permanenza presso il modesto ma accogliente albergo dell'amore e la vita che li aspetterà una volta varcato l'uscio della struttura.

Pur non dicendo molto alla maggior parte degli spettatori occidentali, alcuni degli attori sono delle star estremamente famose sia in Corea che in Giappone, ma il lavoro di Ryūichi Hiroki è venuto così bene che tutti riescono a fondersi in un amalgama di protagonisti che, allo stesso tempo, sono comparse, spalla e semplici figuranti a secondo degli stati emotivi e della struttura narrativa della storia.

Voto: 8 su 10

Sergio Raffaele Di Barletta

Tokio Love Hotel è al cinema dal 30 giugno.

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