giovedì 2 giugno 2016

WARCRAFT - L'INIZIO, recensione del film fantasy che potrebbe segnare un'epoca... ma che risulta troppo orientato ai suoi fedelissimi

Warcraft - L'inizio è uno di quei film che si odia o si ama. Niente mezze misure.
L'idea di base sembra essere quella di non tradire l'atmosfera da videogioco da cui il film trae ispirazione. Salta infatti subito agli occhi come lo sforzo realizzativo sia volto a rendere l'estetica della pellicola del tutto simile a quella di un trailer da videogioco, esasperatamente falsa seppur estremamente convincente. Dimenticatevi quindi le atmosfere concrete de Il Trono di Spade e lasciatevi avvolgere da questo giocattolone per bambinoni cresciuti che, senza troppe pretese narrative, vi ubriacherà di orchi, maghi, cavalieri e lupi giganti, tutti elementi tipici ma non unici di un fantasy archetipico.

Ciò che va subito detto è che Warcraft - L'inizio non è la pellicola del gioco World of Warcraft ma di Warcraft e basta, cioè del gioco strategico in tempo reale del 1994 e non del più recente gioco di ruolo collettivo online nato nel 2004, colloca quindi le vicende alle origini della saga.
La trama si snoda tra i ripetuti confronti tra le avanguardie di due eserciti, il primo, quello del regno umano di Azeroth, si trova ad affrontare il secondo, l'Orda degli orchi in fuga da un mondo agonizzante attraverso un portale magico (il Portale Oscuro) voluto dal cattivissimo Gul'dan (Daniel Wu), affiancato da altri orchi del calibro di Durotan (Toby Kebbell), Orgrim (Rob Kazinsky), Mano Nera (Clancy Brown) e la mezz'orchessa Garona (Paula Patton).
A difendersi dall'invasione c'è invece l'esercito del Re Llane Wrynn (Dominic Cooper), in cui militano Anduin Lothar (Travis Fimmel), Medivh (Ben Foster) e Khadgar (Ben Schnetzer).
Gli orchi invasori sono esuli ma determinati a conquistare per loro stessi una nuova terra. Ogni schieramento ha i suoi eroi, alcuni più determinati alla guerra e alcuni propensi al dialogo. Entrambi hanno in mano il destino delle loro famiglie e dei loro popoli.

Ciò che vediamo sullo schermo è un classico primo capitolo, quello in cui vengono introdotti i personaggi principali e gettate le premesse per ciò che accadrà più avanti. Inoltre, focalizzando l'intera vicenda sulla contrapposizione tra orchi e umani, il film accantona le altre razze del gioco, mostrando appena i nani e gli elfi. Stessa sorte per le varie classi di giocatori tipiche del gioco di ruolo: vediamo guerrieri e maghi, un solo stregone (l'orco Gul'dan), ma non vediamo sciamani, druidi, preti, cacciatori e assassini; tutti elementi che caratterizzano molto l'esperienza videoludica e vengono a mancare nel film.
Mancano anche gli approfondimenti sui personaggi e molte spiegazioni, ma la trama non è complicata e ci si gode la vicenda più per come appare che per come è.

Il regista Duncan Jones tratta il fenomeno Warcraft con tanta cura e amore, presumibilmente in quanto fan o giocatore egli stesso. Il film è cosparso di molti riferimenti rivolti ai videogiocatori, che fin dall'inizio vengono subissati di attenzioni. I riferimenti alle origini videoludiche sono molti e di sicuro sapranno appagare i tanti fan della saga di Warcraft, tuttavia uno spettatore ignaro potrebbe fare fatica a riconoscersi in questo film, che trae la propria forza proprio da quanto di già definito esista.
Chi non è pratico del videogame troverà in Warcraft - L'Inizio un fantasy onesto ma non brillante, capace di gestire ordinariamente scene individuali e corali, anche nelle concitate battaglie. Praticamente non ci sono tempi morti. Tuttavia, mancando allo spettatore occasionale il riferimento ludico, il paragone con altri film fantasy, come il Signore degli Anelli, sarà impietoso.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 1 giugno.

LE NOTIZIE PIU' LETTE DELL'ULTIMO MESE