mercoledì 13 luglio 2016

Perché un reboot di GHOSTBUSTERS invece che un sequel? La sceneggiatrice KATIE DIPPOLD risponde

Si avvicina sempre più il giorno del giudizio per il film Ghostbusters. Tra soli due giorni la pellicola dovrà affrontare le ire (o le lodi) del pubblico, debuttando nei cinema statunitensi.

In attesa del debutto Collider ha cercato di dare una risposta alla domanda che un po' tutti si sono posti sul film: "Perché un reboot e non un sequel?"
Ovvero, perché riscrivere l'immaginario di Ghostbusters invece che farne un seguito rispettando quanto già creato nei precedenti film?

La co-sceneggiatrice del film Katie Dippold ha così risposto:
"Quello che mi è stato chiesto di fare era un reboot. Paul [Feig] voleva fare un reboot ed era fondamentale per lui avere nuovi personaggi e una nuova storia in questo mondo di fantasmi da acchiappare. Amava il film originale e l’idea di andare a caccia di fantasmi per le strade di New York. È stato così divertente per cui perché non rifarlo con gli effetti speciali di oggi? Per cui abbiamo continuamente discusso su quanti riferimenti al film originale avremmo dovuto inserire. Ed è stato davvero complicato cercare di accontentare tutti, perché c’erano ottime ragioni per avere elementi nuovi e altrettante ottime ragioni per inserire sempre più riferimenti. Personalmente, mi rende davvero felice vedere tutti quegli omaggi nel film. Dannazione, volevo davvero vedere Slimer! Per cui abbiamo discusso di quello che ci sarebbe piaciuto vedere di nuovo. L'unico neo è che mi sarebbe piaciuto che niente di tutto ciò fosse stato spoilerato. Sarebbe stato veramente bello andare a vedere la nuova storia coi nuovi personaggi e poi, dopo due terzi del film, vedere all’improvviso. Sarebbe stato fantastico. Ma è una cosa che ormai è risaputa e mi spiace un po'. Ma ormai l'effetto sorpresa non esiste più per nessun film."
Trovate l'intera intervista a questo link.

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