mercoledì 13 luglio 2016

Recensione in anteprima di SKIPTRACE - MISSIONE HONG KONG, buddy-road-movie ingenuo e divertente

L'industria cinematografica cinese ammicca all'America con questo buddy-road-movie sgangherato, dai toni fracassoni e dalle scene estremeamente prevedibili, talmente stereotipato da risultare piacevole, rassciurante e perfino divertente.

Skiptrace - Missione Hong Kong rappresenta il tentativo di portare in patria, da parte di Jackie Chan, la formula cinematografica che l'ha reso famoso. L'intento dell'attore, atleta 60enne ancora in buona forma e incapace di tirarsi indietro davanti a una buona scena d'azione, è quello di dimostrare che anche la Cina sia in grado di realizzare film dal sapore hollywoodiano. Per instradarsi su questa via, Chan porta con sé l'attore Johnny Knoxville, faccia da schiaffi brevettata con un passato da stuntman.
I due mettono in scena il più classico dei buddy movie, che vede accoppiati il mascalzone buono d'animo (Knoxville) e il poliziotto apparentemente duro ma dal cuore tenero (Chan).

Bennie Chan (Jackie Chan) è un detective di Hong Kong che da anni cerca di incastrare Victor Wong, boss del crimine organizzato abilmente dissimulato dietro la facciata buonista e mediatica del filantropo. Quando Samantha, la figlia acquisita di Bennie, si mette nei guai con Wong, il poliziotto si lancia alla ricerca di chi l'ha messa in pericolo.


Incrocia così la strada di un giocatore d'azzardo americano, Connor Watts (Johnny Knoxville). Cercando di consegnare Watts alla giustizia, in un lungo viaggio tra le terre della Cina, Bennie capisce che proprio il mascalzone può essere la chiave per incastrare Wong.


La produzione cinese si fa sentire già dai primi momenti, imponendo uno stile decisemente retrò alla pellicola, del tutto assecondato dal regista Renny Harlin (Die Hard 2 e Cliffhanger). Le scene, i combattimenti e le relazioni tra i personaggi ricalcano lo schema televisivo dei telefilm anni '80, in un continuo tentativo di portare l'America, quella stereotipata, nel contesto cinese. Contemporanemante il viaggio che i due personaggi principali intraprendono si risolve in un continua promozione turistica della Cina. L'intento promozionale è talmente evidente che gli stessi personaggi ci scherzano sopra, alludendo alla conoscenza da "Wikipedia"  di Bennie dei luioghi mostrati sul grande schermo.


Ma quella ingenuità che sembra una debolezza è in realtà il punto di forza del film. E' ovvio che le aspettative per una pellicola del genere non siano alte. Ci si aspetta che, senza la minima pretesa, Skiptrace riesca a rilassarci la mente e a farci divertire; e questo è esattamente ciò che fa. Tra personaggi da macchietta (indimenticabili i russi grandi, grossi e cattivi in stile "ti spiezzo in due"), arti marziali esasperate (immancabili le scene a rallenty) e dialoghi scritti col manuale dei luoghi comuni, il film porta a casa quasi due ore di puro intrattenimento. L'intelligenza del film sta nel non prendersi mai sul serio e di non pretendere che il pubblico lo faccia.

Certo, a un esame critico, Skiptrace sarebbe più un prodotto da home video; ma se volete passare una serata spensierata, cullati dall'aria condizionate di una sala cinematografica, questo è il film giusto.
 
Massimiliano Martini

Al cinema dal 28 luglio.

LE NOTIZIE PIU' LETTE DELL'ULTIMO MESE