giovedì 21 luglio 2016

Recensione in anteprima di GHOSTBUSTERS, un film innocuo e pigro che però non merita tutto l'odio che gli è stato riversato addosso

Una volta digerito il fatto che il nuovo Ghostbusters sia un totale reboot dell'originale di 30 anni fa, e superate tutte le ondate di odio gratuito che sono state riversate sulla pellicola, sulle attrici e sul regista, rimane solo la consapevolezza che quello che si vedrà sul grande schermo è qualcosa di diverso e completamente nuovo, che solo accidentalmente si chiama Ghostbusters.

Paul Feig sceglie la strada della totale riscrittura, reinventando i personaggi (ribaltandoli nel sesso, ma è la cosa meno importante) e dando loro nuove origini e motivazioni personali, attrezzandoli con nuove e più tecnologiche attrezzature e ridefinendo i luoghi delle vicende (è sempre New York, ma le location cambiano).

Ghostbusters, più che l'aspetto fanta-scientifico, vuole abbracciare a pieno lo stile della commedia, ma un eccesso di pudore non fa correre a briglia sciolta il regista/autore, trattenendo la comicità delle quattro attrici e non permettendo loro di esprimersi come in qualunqe altro film da lui firmato. Il risultato è una commedia edulcorata, priva perlopiù di quella sboccatezza e volgarità che contraddistinguono le opere di Feig e, per questo, meno efficace del previsto.

La storia, anch'essa semplificata rispetto alla trama del film originale, vede le quattro acchiappafantasmi (Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones) unirsi per contrastare l'emergere in città di diversi ectoplasmi. Inizialmente derise e prese per truffatrici, finiscono per lavorare per il sindaco di New York, consapevole dell'infestazione, a patto che rimangano nell'anonimato.
L'incrementarsi di apparizioni ectoplasmatiche è in realtà causato dalle mire di vendetta sociale di un disadattato tuttofare di un albergo. Il tipo strambo (interpretato da Neil Casey) sfrutta le linee energetiche della Terra amplificandone la portata con dei dispositivi da lui stesso creati. Lo scopo è quello di aprire un grande varco dimensionale, per portare sulla Terra un'orda di fantasmi sotto il suo controllo.
Sconfiggerlo diventa solo una questione di protoni, e con una esplosione ben congeniata il cattivone e i suoi fantasmi vengono rimandati al mittente. A quessto punto però New York si è accorta delle quattro acchiappafantasmi e le donne possono finalmente agire alla luce del sole.

A nulla valgono i cameo dei precedenti attori della saga (Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie Hudson, Sigourney Weaver e Annie Potts... oltre a Slimer e al Marshmallow Man), per nulla funzionali alla storia e inseriti solo per omaggiare il prodotto originale, strappare una risata e ingraziarsi il pubblico più oltranzista. Come a nulla valgono i costanti ammiccamenti e riferimenti al film originale, nelle battute e nelle situazioni. Il nuovo Ghostbusters non si avvicina minimamente alla grandezza del film del 1984, si assesta sulla media dei film non troppo comici, non troppo action e non troppo approfonditi. Quella categoria di pellicole indolore che non presentano particolari difetti e nemmeno particolari pregi. Simpatiche da vedere per passare una serata senza pensieri ma che, dovendo fare i conti col nome che mettono in cartellone, risultano decisamente inadeguate.

Menzione d'onore per Chris Hemsworth, perfettamente a suo agio nei panni dello sciocco e vacuo segretario strafigo. Interprete di un ruolo che ironizza sulla sua prestanza fisica ma che umilia, a differenza di quanto facesse l'originale Janine, la categoria delle segretarie. Ma si sa, Paul Feig è un maestro nell'attribuire ai personaggi femminili i peggiori difetti maschili e ad attribuire ai personaggi maschili i peggiori comportamenti femminili, nuotando negli stereotipi.

La domanda, alla fine della visione, non si può evitare di porsela: "Ma perché un reboot?"
Con un minimo sforzo, e perfino rimaneggiando poco la stessa storia, si sarebbe potuto mettere in piedi un sequel, cona altrettanti cameo degli attori originali (questa volta nei loro rispettivi ruoli) e una maggiore soddisfazione dei fan di Ghostbusters e, forse, anche di gran parte del pubblico.
Non merita certo le critiche preventive che ha ricevuto, perché non danneggia quanto esistito precedentemente, ma appare come un prodotto realizzato pigramente.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 28 luglio.

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