martedì 26 luglio 2016

Recensione in anteprima di LIGHTS OUT - TERRORE NEL BUIO

L'idea di Lights Out - Terrore nel buio nasce da un cortometraggio diretto da David F. Sandberg, divenuto virale in poco tempo e capace di veicolare l'attenzione di milioni di persone. Il corto, privo di una reale storia, aveva come unico scopo quello di spaventare lo spettatore rievocando l'ancestrale paura del buio che ogni persona ha provato almeno una volta nella vita.

Partendo da quell'embrionale cortometraggio di soli 3 minuti il regista, forte della collaborazione produttiva di James Wan (Re dell'horror con la saga di Saw e The Conjouring), ne ha fatto un film da 80 minuti, cercando di dare struttura e corpo a una storia che, in realtà, si basa sull'unico concetto della paura del buio.

La trama, semplice ma efficace, come si addice a un horror estivo, vede una famiglia alle prese con la disgregazione dei suoi legami. Il primo marito e il secondo non ci sono più, la moglie Sophie (Maria Bello) è in preda da tempo a crisi depressive, la figlia più grande Rebecca (Teresa Palmer) ha abbandonato la casa natia e il figlio più piccolo Martin (Gabriel Bateman) fa i conti con i problemi della madre. Ma la causa di tutto questo sfacelo è l'inquietante presenza di un essere dalle fattezze femminili che vive nell'oscurità e pretende le attenzioni ossessive Sophie, arrivando a cercare di eliminare chiunque si frapponga tra lei e la donna.

L'inserimento di una sotto-trama famigliare costellata da sensi di colpa reciproci, sembra voler dare una seconda lettura al film, identificando la creatura oscura nel rimorso che la madre prova per i suoi atti passati. Purtroppo questa interpretazione non viene convalidata sullo schermo e l'espediente narrativo viene utilizzato solo come giustificazione per riunire la famiglia sotto lo stesso tetto e sotto lo stesso pericolo.


Il regista decide di non giocarsi la carta della suspense, mostrando sin dall'inizio ciò con cui si avrà a che fare per tutto il film. Puntando così sulla paura pura e semplice, piuttosto che sulla creazione di una trama con uno sviluppo narrativo.
Girato in pochissimi ambienti (immancabile la grande casa inquietante e ombrosa) Lights Out non brilla di originalità e, anche quando l'autore cerca di orchestrare una spiegazione plausibile a quanto accade, i dettagli risultano slegati e non rendono merito alla storia.

Peccato dunque che il film arranchi nel suo svolgimento, perché il modo di visualizzare la creatura e di creare gli spaventi riesce ad appagare l'occhio e a far sussultare quanto basta per intrattenere onestamente.

Nella sua semplicità Lights Out, un film costato solo 4 milioni di dollari, rimane indubbiamente un ottimo film d'esordio per il regista David F. Sandberg.

Trovate subito sotto il cortometraggio da cui è tratto il film.



Lights Out è nei nostri cinema dal 4 agosto.

Massimiliano Martini

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