mercoledì 14 settembre 2016

ALLA RICERCA DI DORY, recensione in anteprima del film animato Disney/Pixar

Esce il 15 settembre Alla ricerca di Dory, sequel incredibilmente riuscito di Alla ricerca di Nemo. A distanza di 13 anni la Disney/Pixar realizza un film animato in grado di ricreare le stesse atmosfere del primo film, di amplificarle e di renderle sorprendentemente adatte ai bambini di un tempo, ora cresciuti, e alla nuova generazione di piccoli spettatori.

Nella finzione cinematografica è passato meno di un anno. Nemo, il piccolo pesce pagliaccio dalla pinna atrofica, va ancora a scuola con i suoi amichetti, Marlin è diventato un papà coscienzioso e meno ansioso, e Dory... è sempre Dory, smemorata e simpatica più che mai.

Se nel primo film il motore della vicenda era la ricerca del proprio figlio (il piccolo Nemo) da parte di un padre, in Alla ricerca di Dory è una figlia (in questo caso Dory) ormai adulta, che si mette alla ricerca dei suoi genitori. Anche in questo caso al centro della vicenda c'è un personaggio con una disabilità, ovvero la ben nota incapacità di gestire la memoria a breve termine della pesciolina blu.


Se nel primo film le amnesie di Dory erano più che altro un escamotage comico, qui diventano parte centrale della narrazione, ostacolo da superare e limite con cui venire a patti.
Ed è così che il viaggio di Dory alla ricerca dei suoi genitori si trasforma in un canonico percorso di crescita, di acquisizione della consapevolezza che i propri limiti possono essere superati. In questo viaggio, oltre agli amici Marlin e Nemo, Dory si affiderà a nuove conoscenze, perlopiù ospitate nel Parco Oceaniografico da dove lei stessa proviene. Troviamo il burbero polpo Hank privo di un tentacolo, il beluga Bailey con problemi di geolocalizzazione e la balena Destiny estremamente miope; tutti personaggi che, come Dory, hanno una disabilità con cui fare i conti.


Andrew Stanton torna alla regia di questo nuovo capitolo, riuscendo a far sembrare al pubblico che il tempo non sia passato. Di sicuro i ritmi narrativi si sono fatti più serrati, le vicende scorrono via più veloci rispetto al film del 2003, ma la struttura narrativa non è cambiata e così, come in Alla ricerca di Nemo, anche in Dory troviamo un primo atto preparatorio, un avventuroso viaggio di ricerca , e il consolante happy ending.
Incredibili i passi da gigante che l'animazione ha fatto in questi anni. Tutto ciò che vediamo sullo schermo è estremamente reale, e se non ci fosse l'antropomorfizzazione dei pesci a ricordarci che si tratta di finzione digitale, si potrebbe tranquillamente credere di assistere a riprese realizzate dal vivo.

Alla ricerca di Dory è un film da non perdere assolutamente, sia che abbiate visto il primo capitolo (di cui questo sequel è assolutamente all'altezza) sia che non conosciate la storia precedente (che avrete sicuramente voglia di recuperare appena usciti dalla sala).

Piccola nota di pregio aggiuntiva: imperdibile il corto animato che precede il film. Si intitola Piper e narra le prime esperienze di una piccola uccelina di nome Piper. Già da solo vale il prezzo del biglietto.

Massimiliano Martini

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