venerdì 16 settembre 2016

BRIDGET JONES'S BABY, recensione in anteprima del film

Dopo un secondo capitolo vagamente deludente, Bridget Jones torna sul grande schermo con un terzo film effervescente, brillante e squisitamente british.

Il terzo capitolo della saga di Bridget Jones si gioca ancora una volta la carta del triangolo amoroso, senza però calcare la mano sul melenso. In perfetto stile "adulto" l'amore è poco più che sesso occasionale, mentre il vero dramma interiore è la ricerca di una nuova dimensione come donna. Bridget (Renée Zellweger) sente il richiamo della natura, l'esigenza di diventare mamma e, se possibile, di mettere su famiglia una volta per tutte. E proprio quando decide di accantonare quell'aspetto della sua vita... arriva la gravidanza inaspettata.

Il film inizia con il 43esimo compleanno di Bridget Jones. Lei è sola, seduta nel suo appartamento in compagnia di un misero cupcake e di una candelina che non vuole stare dritta. Tutto le sembra dire che sia arrivata l'ora di mettere su famiglia, ma lei trova vigore nel suo attuale stile di vita. Un lavoro affermato, un ritrovato peso forma ma... c'è quel "ma" che non le da pace. Meglio distrarsi in compagnia della amica e collega Miranda (Sarah Solemani) e lasciarsi andare a un fugace incontro occasionale con un uomo bello e ricco, Jack, interpretato da Patrick Dempsey.


Tra situazioni imbarazzanti, tanta ironia e gag azzeccate, Bridget si ritrova anche tra le braccia del suo "eterno" amore Mark Darcy (Colin Firth), ora in procinto di divorziare.


Tutto cambia quando la donna scopre di essere rimasta incinta (mai usare profilattici scaduti!). L'imminente maternità la obbliga a stringere i rapporti con i due possibili padri arrivando, ma solo dopo il parto, a farci scoprire chi sia il vero genitore.

L'unica grande pecca di questo film è la pretestuosa giovinezza dei personaggi principali. Renée Zellweger, più vicina ai 50 che ai 40, recita la parte di una 43enne, ma il suo volto tradisce cure di bellezza eccessivamente invasive e la fanno assomigliare più a una over 60 rifatta. Colin Firth, 56enne perfetto nei panni rigidi di Mister Darcy, cerca di stare al passo del più giovane Patrick Dempsey 50enne, ma entrambi recitano dei personaggi che dovrebbero avere 10 anni di meno.
Noi spettatori guardiamo il film con gli occhi del cuore e dell'immaginazione, ma lo sforzo da fare per vederli "giovani" è davvero tanto!

Massimiliano Martini

Al cinema dal 22 settembre.

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