martedì 18 ottobre 2016

I BABYSITTER, recensione spensierata di un film senza pensieri

Diretto da Giovanni Bognetti, sceneggiatore all'esordio come regista, I Babysitter si presenta come una commedia leggera, una via di mezzo tra Una Notte da Leoni e Mamma ho perso l'aereo, ma in realtà è l'adattamento all'italiana di una commedia francese intitolata Babysitting

Realizzato in seno alla Colorado Film, quindi con attori e comicità prese a prestito dal fortunato crogiolo comico della trasmissione Colorado, I Babysitter non cerca la risata a crepapelle e si assesta sul mantenere un sorriso continuo, con tempi comici costanti basati più sulle situazioni che sulle battute.

La vicenda prende il via in un prestigioso studio di procura sortiva. Qui il trentenne Andrea (Francesco Mandelli), impiegato di basso livello, sogna di fare carriera ignorato dal suo capo Gianni Porini (Diego Abatantuono).
L'occasione gli si presenta quando il Porini si deve assentare per ritirare un prestigioso premio e ha urgentemente bisogno di un babysitter.
Il capo chiede ad Andrea di occuparsi del figlio Remo, di dieci anni, e l'impiegato accetta nonostante sia il giorno del suo compleanno e i suoi due amici di sempre gli abbiano organizzato una festa scatenata.
I due amici (Paolo Ruffini e Andrea Pisani), decisi a non far saltare la festa, trasportano il party in casa del Porini, e decidono di immortalare tutta la serata con la telecamera. 
Andrea, intenzionato ad assolvere il suo compito di babysitter si ritrova così a lottare con un bambino capriccioso e decisamente furbo, e con una festa sempre più incontrollabile. 


Il colpo di genio del film è che l'intera nottata la possiamo vedere solo attraverso le riprese effettuate con la videocamera, in quanto il punto di vista dello spettatore viene spostato, già dai primi momenti del film, al giorno successivo, quando i coniugi Porini tornano a casa e trovano la villa totalmente sottosopra e nessuna traccia del figlio e di Andrea. Unico indizio una telecamera abbandonata. 

La commedia, si risolve quindi in un susseguirsi di situazioni che, pur nella loro comicità, mostrano la crescita del rapporto tra Andrea e Remo, dichiarati antagonisti prima, compagni di giochi poi, mentre intorno a loro si costruiscono altre relazioni, come quella tra l'insicuro babysitter e la ragazza dei suoi sogni (Sonia Tabasco). A fare da cornice una serie di personaggi fini a loro stessi, che in un normale contesto cinematografico risulterebbero inutili macchiette, ma che in questo film, che risulta molto più corale di quanto le premesse sembrino indicare, aiutano a definire il contesto comico, sorreggendo i tempi comici dei personaggi principali.

Simpatici quindi i cameo di Bruno Gambarotta nei panni di un improbabile vècchietto del film animato Up, e di Francesco Facchinetti in quelli di un problematico profiler della polizia, anche se la recitazione di entrambi lascia molto a desiderare.

Non manca la chiusura più acuta, dedicata al l'importanza di dedicare attenzioni e affetto ai propri figli, capace di tirare fuori una piccola lacrimuccia ai cuori più teneri, il tutto sempre condito con l'ingrediente tipico di Colorado: l'allegria.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 19 ottobre.

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