mercoledì 12 ottobre 2016

INFERNO, recensione in anteprima della trasposizione cinematografica del libro di DAN BROWN

Prendi Tom Hanks, il regista Ron Howard e una storia scritta da Dan Brown... e facci un film... per la terza volta! Il successo è assicurato.

Tom Hanks torna per la terza volta a vestire i panni del Professor Robert Langdon, nella trasposizione cinematografica di uno dei libri dell'autore de Il Codice Da Vinci, Dan Brown. Questa volta la cornice principale degli eventi è Firenze, dove Langdon si sveglia in un letto d'ospedale in preda a una forte amnesia. A prendersi cura di lui la giovane dottoressa Sienna Brooks (Felicity Jones), che lo accompagnerà in una frenetica lotta contro il tempo, nel disperato tentativo di rintracciare il luogo da cui verrà rilasciato un pericoloso virus in grado di dimezzare la popolazione mondiale. A fare da guida in questo percorso saranno come sempre le geniali intuizioni di Langdom, questa volta basate sull'interpretazione di codici e messaggi lasciati sul dipinto del Botticelli raffigurante l'Inferno dantesco, su La Battaglia di Marciano del Vasari che si trova a Palazzo Vecchio e sulla Maschera di Dante.

Meno enigmatico dei precedenti capitoli e più votato all'azione e alla rigogliosità della resa visiva, Inferno fa uso a piene mani di green screen ed effetti speciali per trasporre l'Inferno dantesco nelle visioni di Robert Langdon.
Ron Howard si affida alla bellezza dei panorami della nostra Italia, esaltandone ogni inquadratura, rendendo doverosamente omaggio alla stupenda Firenze senza eccedere negli stereotipi italiani.
Il film intrattiene e non stanca, e anche se le vicende cinematografiche non corrispondono esattamente a quelle sulla carta, l'intreccio narrativo è ben spiegato e non lascia allo spettatore alcun dubbio.

Inferno è, per sua natura, un film di minore impatto sensazionalistico dei suoi predecessori, e rientra nei più consolidati canoni dei film d'azione contemporanei. Accantonate le implicazioni religiose dei primi due film, al centro della trama c'è una domanda importante: cosa sarà dell'umanità quando sul pianeta saremo davvero troppi? Dan Brown, e di conseguenza anche Ron Howard, non offre una risposta e nemmeno una soluzione al problema. Sicuramente lo sterminio di massa non è la giusta opzione, e questo il film lo fa capire benissimo.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 13 ottobre.

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