martedì 8 novembre 2016

GENIUS, recensione in anteprima di un piccolo film letterario reso grande da COLIN FIRTH e JUDE LAW

Opera dal sapore teatrale, Genius si inserisce nella categoria dei film di piccole proporzioni, ma resi grandi dall'interpretazione dei personaggi.

Michael Grandage, regista di teatro, si cimenta per la prima volta con il grande schermo, realizzando una storia di ambienti chiusi, uffici, salotti, vagoni di treni e mettendo in scena il confronto tra due grandi del mondo letterario degli anni '20. Il film è tutto qui, essenziale nella costruzione e nello sviluppo: Maxwell Perkins (Colin Firth), l'editor dei grandi scrittori del tempo, scopre il talento del giovane Thomas Wolfe (Jude Law), e dedica tutte le sue energie a imbrigliare la capacità creativa di quest'ultimo nella stesura di due capolavori della letteratura americana: Angelo, guarda il passatoIl fiume e il tempo. Tanto metodico e controllato l'editor, quanto esuberante e scapestrato l'autore, le due personalità si compenetrano fino a eviscerare il meglio da ognuna. L'amicizia dei due si cementa, tra alti e bassi, fino all'inevitabile finale drammatico. Inevitabile perché, essendo una storia vera (romanzata, ma vera) il finale non può che essere quello tragico scritto negli annali.

Il film non è esente da momenti di retorica, e gli stereotipi, specialmente quello dell'artista sregolato e dell'editor "autore nascosto" dei libri di successo, sono ricalcati a pieno. Ma in fin dei conti è proprio a personaggi come loro che questi stereotipi esistono.
Jude Law offre tutto sé stesso nell'interpretazione, risultando molto convincente nei panni di chi, sicuro del suo intelletto e del suo bel faccino, si fa beffe di tutto e tutti.
Colin Firth recita per sottrazione, restituendo un Maxwell Perkins solido come una roccia, immobile, statuario nel comportamento e immutabile nell'aspetto, lasciando solo alle micro espressioni del volto il compito di esprimere la sua grande attorialità.
Ragguardevole, ma non notevole, l'interpretazione di Nicole Kidman, qui nei panni dell'amante e anfitrione di Wolfe. Un personaggio in bilico tra forza e fragilità, che non riesce a emergere rispetto agli altri due con cui condivide la scena.


Se avete velleità da scrittori, Genius vi farà venir voglia di osare, di scrivere e di correggervi. Ma badate bene a ciò che farete, perché il mondo dell'editoria, oggi, non è più come viene dipinto nel film.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 9 novembre.

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