lunedì 21 novembre 2016

LA CENA DI NATALE (ma a Polignano non si fa il cenone del 24), recensione in anteprima del sequel di IO CHE AMO SOLO TE

I protagonisti non sono Scamarcio, la Chiatti, Placido o la Calzone. Per quanto siano riusciti a creare delle forti empatie, delle simpatie istintive, la vera star del film è ancora una volta la località pugliese.

Marco Ponti ci accompagna nuovamente a Polignano a Mare, la stupenda località famosa per il suo meraviglioso littorale e per il panorama inconfondibile; tra le casette arroccate, le magnifiche inquadrature capaci di riportare in un istante all'estate dei tuffi, ci viene mostrata una Polignano differente ma ugualmente mozzafiato, con i nuvoloni che si apprestano ad abbracciare la cittadina marinara.

In questa località ritroviamo quasi tutti i personaggi di Io che amo solo te, con alcune piccole differenze: uscita di scena zia Dora, interpretata nella prima pellicola da una contenuta Luciana Littizzetto, arriva carica di cliché e di pacchi la zia Pina, a cui Veronica Pivetti presta il volto e le odiose caratterizzazioni tipiche dei milanesi, visti con gli occhi di chi vive al sud (e che fa di tutto per farsi detestare ancora di più).


Ritroviamo Ninella, interpretata dalla stupenda Maria Pia Calzone (la bella moglie di Christian Bale in Equilibrium - che sia la volta buona che riceva il prestigioso David?), sempre in competizione e contrasto con la consuocera Matilde, madre di Damiano (Riccardo Scamarcio) e legittima moglie di Don Mimì, un Michele Placido che si muove tranquillamente nella natia puglia, marito di Matilde ma primo grande amore di Ninella. Se tra i due consuoceri si potevano intravedere le scintille di una antica passione mai sopita, ne La Cena di Natale assistiamo ad un vero e proprio ritorno di fiamma tra Ninella e Don Mimì, dove l'imprenditore organizza addirittura una fuitina a Parigi per la coppia e invita la donna a trasferirsi visto che ormai i figli sono grandi.
Tra gli altri protagonisti umani, riabbracciamo Chiara (Laura Chiatti), che nel frattempo è in attesa del primo figlio, e suo marito Damiano (Riccardo Scamarcio), la coppia che aveva fatto da filo conduttore nel primo film, in questo sequel si muove quasi in secondo piano con lui che, tradita la moglie, si ritrova a dover gestire il fatto che anche la sua estemporanea amante sarebbe in dolce attesa.


Mentre Chiara scopre nel marito il profilo tipico del fedifrago, grazie al decalogo dell'immancabile amica che ha vissuto tante storie d'amore miseramente fallite.
Nel frattempo assistiamo alla evoluzione della storia sentimentale di Orlandi (Eugenio Franceschini). Se in Io che amo solo te era l'avvocato in carriera innamorato di un misterioso personaggio importante di Polignano, in La Cena di Natale si ritrova a concepire un figlio con Daniela (Eva Riccobono), bellissima quanto sguaiata amica del cuore, che si presenterà alla cena in compagnia della fidanzata.

Le vicende si alterneranno tra sensi di colpa, problemi di gestione degli affetti e tanta, tantissima gelosia (stupendo lo scontro modello spaghetti western tra Ninella e Matilda nella piazza del paese) e la misteriosa sparizione di un magnifico anello con smeraldo che Don Mimì ha regalato a Matilda, con l'intenzione di mettersi il cuore in pace, ignorando il significato dello smeraldo.

Non siamo più in estate, quindi vediamo l'anima più intima e tranquilla di Polignano e dei polignanesi. Anche coperta di neve, questa località riuscirà molto probabilmente a fare breccia nel cuore di molti spettatori, che probabilmente prenderanno in considerazione l'idea di passarci le vacanze di Natale, però ricordate: a Polignano non si fa la cena della vigilia, anzi i polignanesi la vedono come una "mania" delle città grandi.

Voto: 7 per i protagonisti umani, 9 per la protagonista reale.
 
Sergio Raffaele Di Barletta

Al cinema dal 24 novembre.

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