martedì 8 novembre 2016

ANIMALI NOTTURNI, recensione in anteprima del sontuoso thriller firmato TOM FORD

Tom Ford è una creatura un po’ anomala nel mondo del cinema: nasce come stilista, si occupa per anni di grandi firme della moda, con grande successo, al punto di avere una linea di accessori che porta il suo nome e decide di punto in bianco di tentare l’avventura come regista. Non è certo solo un capriccio, già con A Single Man del 2009 aveva convinto critica e pubblico, ma per vederlo di nuovo all’opera ci sono voluti sette anni.

Animali Notturni è un film sontuoso, diretto, ben costruito; sin dall’inizio colpisce lo spettatore con una fotografia che è spesso un pugno nello stomaco: già dai titoli di testa, sgradevoli quanto basta, mette in chiaro che le immagini che andremo a vedere non faranno sconti, pur senza ricercare mai dettagli cruenti o morbosamente voyeuristici. Più di una volta assisteremo a una scena costruita come un dipinto, con una pulizia e precisione nella disposizione degli elementi da lasciare quasi intimiditi, oppressi.

L’avvio, decisamente spiazzante, lascia suggerire una situazione molto più pacata di quanto ci si aspettava, quasi banale, ambientata in un mondo ricco, patinato e freddo, con le solite problematiche del caso, ma ci si rende conto che sta già montando una sottile tensione che trova presto sfogo in un forte elemento di rottura: Susan, agiata e malinconica artista moderna, prigioniera di una vita "perfetta", riceve in dono la bozza dell'ultimo romanzo dell’ex-marito, una vicenda drammatica dal titolo Animali Notturni, e vi si getta con curiosità, facendo partire un vero e proprio film dentro al film, che inizia ad alternarsi alle vicende vissute in prima persona dalla protagonista.


Il contrasto è netto, le vicende del libro sono terribili, il dolore e la rabbia di un uomo che subisce un crimine efferato e cerca prima giustizia e poi vendetta, sconvolgono del tutto l’incredula Susan che, più volte, sembra gettare da parte il romanzo, timorosa di continuarne la lettura.
Ad ogni pausa nella lettura, approfondiamo la vita della protagonista, spostandoci su diversi piani temporali e conoscendo i retroscena dell’amore con il precedente compagno. Da un certo punto in poi il film si alterna su tre vicende indipendenti, la storia del romanzo, il presente e il passato dei protagonisti, con il filo conduttore rappresentato da Edward, giovane scrittore squattrinato interpretato da un Jake Gyllenhaal in stato di grazia. Gyllenhaal è Edward, ma è anche Tony, personaggio chiave del romanzo che fino alla fine illude di essere un semplice thriller ma che invece sembra sempre più autobiografico.
Amy Adams è sia la Susan quarantenne affermata e annoiata che la giovane e intraprendente ragazza in conflitto con i genitori. Da questo punto di vista è ammirevole il lavoro compiuto sia da attori che da truccatori per rendere i personaggi giovani o vecchi al punto giusto, in ogni momento della trama: i due giovani innamorati e appena rincontratisi sembrano davvero venticinquenni con tutta la vita davanti, i due segnati da una vita così diversa, ma comunque mai innocua hanno davvero l’aspetto di quarantenni riflessivi, una grande prova sia di recitazione che visiva, soprattutto da parte della Adams, che assolutamente non mi aspettavo.


Sul fronte degli attori merita una menzione il sempre particolare Michael Shannon, coi suoi meravigliosi occhi da pazzo, già visto perfettamente a suo agio nei panni del generale Zod come in quelli dell’agente del FBI Nelson Van Alden, qui ben calato nel ruolo dell’anziano e disincantato poliziotto della sperduta provincia texana.


Tutto il film dosa in modo sapiente tensione, dolore, emozione e lascia spazio a un finale che diventa via via sempre più prevedibile, ma non per questo meno solenne. Il cerchio si chiude molto bene, l’amarezza che lasciano certe vicende è palpabile, tutto è comprensibile anche se non sempre mostrato. Un piccolo tocco di mistero tiene aperto uno spiraglio, ma solo per un momento, il film non può finire diversamente da come effettivamente mostrato.

In tutto ciò mi auguro soltanto che Ford non aspetti altri sette anni per regalarci un nuovo lavoro di questo livello.
 
Antonello Parisi

Animali notturni sarà al cinema dal 17 novembre.

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