lunedì 19 dicembre 2016

COLLATERAL BEAUTY, recensione in anteprima di un dramma dolente e straziante

E' veramente difficile riuscire a definire il significato di "bellezza collaterale" sulla base di quanto proposto in questo film.

A dirla tutta, chi vi scrive non l'ha ancora capito cosa sia questa "bellezza collaterale" e fa una gran fatica a capire come questa si possa cogliere negli attimi più tragici della vita come, nello specifico di questo film, nel momento in cui muore una figlia di appena sei anni.

La trama gira tutta intorno al percorso di accettazione di un padre colpito da questo grande lutto. Lui, un Will Smith più trattenuto che mai, intenso come nei film di Muccino, è uomo di esuberante successo, un guru  di una agenzia pubblicitaria a cui tutto crolla addosso quando la piccola figlia muore di un male incurabile. Con il tracollo personale arriva anche quello aziendale, e tre fidati collaboratori nonché amici, fanno di tutto per rimettere lui e l'azienda in carreggiata. Quando si rendono conto che l'azienda è destinata al collasso, devono, a malincuore, cercare di vendere l'azienda. Per farlo devono dimostrare l'incapacità decisionale del loro capo e amico che ne detiene il controllo azionario.


Muovendosi tra onestà e inganno, i tre amici (Edward Norton, Kate WinsletMichael Peña) scritturano tre teatranti che possano dare corpo alle tre astrazioni a cui Will Smith invia delle lettere di protesta. Sono Helen Mirren, Keira Knightley e Jacob Latimore a dare corpo all'incarnazione di Morte, Amore e Tempo e a confrontarsi, in Dickensiana memoria, col padre affranto.
E mentre Will Smith trova il modo di intraprendere un percorso curativo autonomo, cercando di rifuggire da queste tre figure, anche i tre amici devono affrontare le loro paure, fortemente connesse proprio ai tre concetti di Morte, Amore e Tempo.


La cura di uno diventa la cura di quattro personaggi, e anche se il lieto fine non è proprio assicurato e alcune soluzioni proposte appaiono vagamente scontate (ad esempio: se non puoi avere un figlio... adottalo), il film riesce a scivolare via agevolmente, proponendo un finale tutto sommato a sorpresa.

Insomma, se avete voglia di lacrime facili questo è il film giusto, ma se cercate una recitazione profonda e l'approfondimento dei personaggi... allora no. Qui tutto rimane in superficie, in una comoda cornice da luoghi comuni, espressi in maniera originale, ma pur sempre molto comuni.

Da vedere due volte, ma solo per cercare di capire cosa sia la "bellezza collaterale".
 
Massimiliano Martini

Al cinema dal 4 gennaio.

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