giovedì 22 dicembre 2016

IL GGG, recensione in anteprima di un film che è esattamente come deve essere

Sembra uscito dal secolo scorso, questo strano film di Steven Spielberg. E in fin dei conti non poteva essere diversamente quando il genio letterario di Roald Dahl e quello visivo di Spielberg si incontrano.

Il film, trasposizione cinematografica dell'omonimo libro dello scrittore britannico, è un prodotto per bambini, scritto e rappresentato sul grande schermo per un pubblico di giovanissima età. Lo stupore, l'innocenza, perfino il punto di vista della cinepresa, sono all'altezza giusta per rendere la storia intellegibile ai piccoli spettatori e questo un po' pesa sulla resa finale, specialmente se a guardare il film è un adulto.

La piccola Sophia (Ruby Barnhill), orfana insonne, scopre che un gigante (Mark Rylance in performance capture) si aggira di notte tra le vie di Londra. Scoperta a sua volta dal gigante, viene rapita e portata nella dimora del "mostro", dove presto apprenderà che il gigante poi tanto "mostro" non è. Gentile e premuroso, animato da sentimenti benevoli anche nei confronti dei suoi simili, che invece lo maltrattano senza sosta, il Grande Gigante Gentile mostra a Sophia i segreti della propria vita, conducendola in un mondo di stupore e sogni. Desiderosa di aiutare il nuovo amico a conquistare una vita serena, Sophia riuscirà a coinvolgere la Regina d'Inghilterra in un suo furbo piano, e a sfruttare le risorse della Corona per allontanare una volta per tutte i giganti cattivi dalla dimora del GGG.

Il GGG è davvero questo, qualcosa di tremendamente innocente, di semplice e aderente al libro originale. La pellicola risulta forse un po' verbosa e lenta nella prima parte, ma diventa veloce e scherzosa nella seconda.
Spielberg mette in gioco tutta la sua capacità narrativa, con l'abbondante ausilio del CGI, per portare in scena i temi cari all'infanzia che hanno caratterizzato in passato tante delle sue opere (Hook - Capitan Uncino, ad esempio). Eppure qualcosa rimane insoluto: uscendo dal cinema non c'è appagamento, non c'è stupore. Permane l'idea che Il GGG non potesse essere fatto diversamente che così, e un po' ci se ne dispiace.

Vederlo una volta basta e avanza.
 
Massimiliano Martini

Al cinema dal 30 dicembre.

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