lunedì 5 dicembre 2016

STRIKE A POSE, recensione in anteprima di un docufilm che spezza i pregiudizi

Dopo esser stati "a letto con Madonna", cosa ne è stato dei magnifici sette ballerini che la accompagnarono in tour?

Chi di voi ha tra i 40 ed i 50 anni si ricorderà sicuramente il 1990 come un anno incredibile: Federico Fellini presentò la sua ultima fatica, Kevn Costner fece conoscere un piccolo spaccato di cultura nativa americana e, ovunque sul pianeta i giovani si innamorarono sempre di più di una inarrestabile biondina che macinando chilometri e realizzando sold out da favola, conquistò ogni angolo del pianeta, il suo nome era ed è Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna.
In questi anni abbiamo potuto ammirare la sua straordinaria determinazione ed elevata professionalità come animale da palcoscenico. Su quello stesso palcoscenico, sette ragazzi poco più che adolescenti conquistarono la vetta del mondo, passarono da perfetti sconosciuti a punti di riferimento per la gioventù gay, icone mediatiche per i movimenti che miravano alla presa di coscienza dei diritti degli omosessuali.



Nella primavera del '90 usciva il singolo Vogue, un brano dalle sonorità particolari, diventata una delle canzoni che si sono fissate nella mente delle persone comuni come "Il ballo della Moda", ovvero il Vogueing, una serie di pose che si susseguono con movimenti molto sincopati, dando l'impressione che più che ballerini, ci si trovi davanti a dei manichini che stanno cercando di prendere vita. Gli artefici della grande diffusione di questo nuovo stile sono stati Louis Camacho e Jose Gutierrez, già ballerini di primo piano nell'ambiente gay. Durante questo giro del mondo, la strabiliante performer e i suoi ragazzi, strinsero un rapporto affettivo molto stretto, diventando una vera e propria famiglia emozionale, l'italo americana si comportò come una madre per i suoi ragazzi e fu un punto fermo, allo stesso modo li istigò più volte a mostrare chi fossero effettivamente, a dare di più ed esprimere loro stessi (Express yourself).

Il tour fu una magnifica occasione per portare all'estremo il pensiero di esprimere se stessi, fregandosene delle barriere sociali e dallo sguardo perbenista di parte della gente comune. L'artista è famosa per aver sempre preferito sbattere in faccia ai perbenisti e moralisti le realtà della vita quotidiana, siano essi l'aborto, con Papa don't preach, o la stupidità dell'omofobia, così come ha fatto sempre in modo che si parlasse di sesso, ma che fosse sesso sicuro, sottolineando la grossissima perdita di una persona come Keith Haring, suo amico personale morto di AIDS a febbraio di quello stesso anno.

A letto con Madonna (Truth or Dare in originale, prese nome dal gioco Obbligo o verità, utilizzato come scusa per la celebre scena del bacio tra due uomini), fu un grosso pugno nello stomaco alla società perbenista, a quelle persone che rimasero profondamente scosse nel vedere sei ballerini gay e uno etero avere ruoli di primo piano in uno show che non avrebbe girato solo il territorio statunitense, ma sarebbe stato esportato un po' ovunque su tutti i continenti.

Ma cosa successe a questi ragazzi, una volta finito il sogno e l'impegno con la star? Luis Camacho, Oliver Crumes III, Salim Gauwloos, Jose Gutierrez, Kevin Stea e Carlton Wilborn ci raccontano la storia dietro al video, alle successive incomprensioni e alla scelta immatura di fare causa alla cantante italo americana, decisione che portò Kevin e Salim a perdere completamente ogni contatto con la star. Col passare del tempo, anche gli altri artisti, chi per droga, chi per alcool o per problemi di altra natura, finirono con il perdere contatto con lei.



Pian piano impariamo a conoscere meglio la storia personale di ciascuno dei sei ragazzi che sono sopravvissuti e, grazie a Sue Trupin, possiamo familiarizzare anche con Gabriel, vero talento della danza, che purtroppo scomparve ancora troppo giovane e che aveva fatto da collante tra i suoi sei amici fraterni.

Malgrado le vicissitudini personali, qualcosa comunque accomunerà sempre i sei ballerini: l'amore per la danza, l'affetto per gli altri membri del gruppo e la consapevolezza di quanto le loro vite, le peripezie, i crolli e la risalita, possano aver dato e ancora possano dare l'ispirazione necessaria per far si che gli insegnamenti di Madonna rimangano sempre una costante nella loro vita: "non preoccuparti di essere giudicato, non preoccuparti di quel che pensano gli altri. Sii sempre te stesso”


Questo film sarà in sala solo il 5 e 6 dicembre, vi consiglio molto caldamente di andare a vederlo, a prescindere dalla vostra identità sessuale, credo o idee politiche. E' un film che fa riflettere ciascuno di noi e che dovrebbe aiutare ognuno ad affrontare e a vincere le sfide quotidiane con noi stessi.

Voto: 9

Sergio Raffaele Di Barletta

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