giovedì 1 dicembre 2016

SULLY, un film essenziale, asciutto, composto, imperdibile. Recensione in anteprima.

Se cercate il film fracassone, infarcito di luoghi comuni, eroismo sfacciato e palestrati eroi dal sorriso ammiccante... non andate a vedere Sully.

Clint Eastwood ci aveva già abituato a una regia asciutta, essenziale, e in questo film (quasi un docu-film) raggiunge l'apice della compostezza, rispecchiando il suo stile nello statuario personaggio di Chelsey Sullenberger, magistralmente interpretato da Tom Hanks.



La storia, vera e riportata sul grande schermo, vede Sully, pilota dell’aereo che nel 2009 è ammarato nel fiume Hudson per evitare di schiantarsi su New York, affrontare i primi momenti dopo il suo prodigioso gesto. Lui, uomo di rigore, moderato nei gesti quanto nei pensieri, deve affrontare i contraccolpi emotivi dell'incredibile situazione appena vissuta, destreggiandosi tra le apprensioni della famiglia lontana, le attenzioni invadenti dei media e una scomoda indagine interna della compagnia aerea che sembra oltremodo determinata ad accollare la responsabilità degli ingenti danni causati all'aeromobile al suo Capitano. La storia, quella vera (e anche quella cinematografica) dimostra come tutto si sia poi concluso favorevolmente nei confronti di Sully.

L'incidente al centro dell'intera narrazione dura solo 208 secondi, e noi li viviamo e riviviamo più volte, ogni volta con qualche dettaglio aggiuntivo. Li vediamo nei ricordi e negli incubi di Sully, li vediamo nelle ricostruzioni faziose realizzate dalla commissione d'indagine, ma li vediamo anche attraverso gli occhi dei media, dei superstiti e della popolazione che osanna l'eroe. Vediamo l'atto eroico senza che sia eroico, lo vediamo nella sua essenzialità, accompagnati per mano da una regia che non cerca di arruffianarsi il pubblico e che lo porta dentro l'evento passo dopo passo, lasciando crescere nel pubblico il seme dell'incredulità. E quando si esce dalla sala non si può che essere esterrefatti più che commossi, completamente stupiti di come un eroe possa essere un uomo apparentemente ordinario, forte della sua ampia competenza e di una determinazione che solo l'esperienza può dare.

Un film semplice, per il quale non si può gridare al capolavoro solo perché sembra un compito a casa fatto bene, ma uno di quei compiti per cui si prende un bel 10 a scuola.

Massimiliano Martini

Al cinema dall'1 dicembre.

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