mercoledì 25 gennaio 2017

LA LA LAND, recensione del musical destinato a sbancare agli OSCAR

Nel caso ci fossero ancora dei dubbi, La La Land è un musical. E lo è nel senso classico del termine, confezionato in pieno stile anni '50 e '60, gli anni in cui i musical come Cantando sotto la pioggia furoreggiavano. L'ambientazione, messa in chiaro sin dalle prime immagini, è assolutamente contemporanea ma l'aria che si respira per tutto il film è quella un po' retrò, che sa rendere magica ogni scena di questo lungometraggio musicato, cantato e ballato.

La storia è quella stereotipata dell'amore tra due anime in cerca di successo ed emancipazione, trasportato nella mecca del cinema e della musica. Lei, Mia (Emma Stone) è una cameriera in un locale dentro agli studi hollywoodiani. Vive di mance e provini ma la sua aspirazione di diventare attrice si scontra con casting più deludenti che mai. Lui, Sebastian (Ryan Gosling) è un pianista a cui la sorte ha portato via il locale. Tra ingaggi scalcinati e piano bar cerca di rimettersi in gioco per aprire un suo night club, dove riportare in auge il jazz di una volta. I due si scontrano, si incontrano, si respingono e si attraggono, fino a condividere sentimenti e aspirazioni. Le occasioni per affermarsi arrivano, ma nei tempi sbagliati, ciò nonostante i due si sostengono a vicenda, si finanziano. Ma le due carriere corrono su binari separati e la distanza consuma l'amore, lasciando nei loro cuori un rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere.


Sullo sfondo una Los Angeles romantica, immersa negli studi di Hollywood, nei colori del romanticismo, ricca di nostalgie che pervadono l'intero film e non l'appesantiscono. Una Los Angeles strumentale alla narrazione, perché ne diventa parte integrante come un terzo interprete. Quel terzo elemento capace di rendere vivi i sogni e concretizzare le aspirazioni di chi sa tirarsi su le maniche e lottare, ma che pretende un caro prezzo in cambio dei suoi favori.

Mentre terrete il ritmo delle musiche e intonerete le canzoni, seduti sulla poltrona del cinema, capirete anche quanto La La Land sia un film ruffiano, interpretato da attori belli ma non troppo, bravi ballerini ma non troppo, con cui è facile impersonarsi. La loro storia d'amore è un po' quella che tutti vorrebbero vivere, perfino condita da quei momenti musicali o corali in cui tutti prima o poi vorremmo trovarci, come se la vita fosse un eterno flashmob.
Musiche, coreografie e regia si fondono assieme in un percorso unico che sorprende per fluidità. Il risultato sono due ore che scivolano via leggere e che, a mio personalissimo parere, meritavano un finale più "happy" di quello che l'autore e regista Damien Chazelle ci propone. Perché dopo tanta gioia e divertimento, uscire dalla sala con l'amaro in bocca un po' dispiace.

Da vedere almeno due volte.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 26 gennaio.

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