lunedì 23 gennaio 2017

YOUR NAME. Recensione del capolavoro animato di MAKOTO SHINKAI

Makoto Shinkai ce l'ha fatta! Se con Il giardino delle parole era stato criticato per non essere riuscito a portare avanti una sceneggiatura lineare che impreziosisse la trama, creando di fatto tanta aspettativa e bellissime emozioni, ma crollando repentinamente, troncando speranze e sospiri con un finale troppo veloce e incomprensibile (almeno all'occhio occidentale) e spezzando senza reale motivo la coppia che si era venuta a creare, con Your Name., finalmente il talento di Shinkai ha potuto esprimersi al meglio.

All'inizio del film si ha un vago sapore di qualcosa di già visto: due ragazzi che non si conoscono e abitano in due realtà totalmente differenti. Il contatto tra due persone che vivono a grande distanza, e la scoperta del destino della protagonista femminile ricorda molto Multiversum, del nostro connazionale Leonardo Patrignani. Le ambientazioni contrastanti, da una parte la moderna città e dall'altra un piccolo lago, ricordano molto da vicino La casa sul lago del tempo. Malgrado queste premesse, il film scivola molto bene, bilanciando i due ruoli principali che si incrociano, senza realmente incontrarsi per gran parte del film.

La protagonista femminile è Mitsuha Miyamizu, un'adolescente cresciuta a Itomori, una graziosa città provinciale, sorta sulle rive di un piccolo lago di montagna. Lei e la sorella minore Yotsuha, aiutano la nonna materna nella conduzione di un piccolo tempio integrato nella normale società rurale, in contrasto con il padre, che dopo la morte della moglie ha abbandonato la vita sacerdotale per occuparsi esclusivamente della vita politica, diventando il sindaco della comunità. Malgrado l'amore per la tradizione e per la nonna, Mitsuha sente il grande desiderio di volersi evolvere, di conoscere qualcosa di più moderno rispetto alla realtà locale. E una sera, prima di addormentarsi, esprime il desiderio di poter vivere nei panni di un ragazzo di città.
Il protagonista maschile è Taki Tachibana, tipico adolescente della megalopoli edochiana, ha una normalissima vita scolastica, studente delle superiori senza particolari degni di nota, a eccezione di una lieve forma di aggressività. Al di fuori dall'ambiente scolastico divide la sua vita tra gli amici ed il lavoro come cameriere presso "Il Giardino delle Parole", un ristorante di ispirazione italiana, in cui troviamo anche la capocameriera Miki Okudera, diretta superiore di Taki, nonché sogno proibito di gran parte del personale maschile.
Improvvisamente, una mattina, Taki scopre di ritrovarsi nel corpo di Mitsuha, ignorando che la fanciulla a sua volta si sia risvegliata nel corpo del ragazzo. Dopo una serie di divertenti situazioni, ad esempio quando Taki viene sorpreso "con le mani in pasta", a tastarsi il seno con una certa regolarità, oppure quando Mitsuha, si ritrova imbarazzata a dover gestire i rudi contatti fisici, che sicuramente non si addicono a una timida fanciulla di campagna, i due ragazzi riescono a mettersi in contatto tra loro tramite bigliettini e messaggini sui rispettivi cellulari, riuscendo a scoprire le rispettive vite e aiutandosi.
Taki si occupa dell'incremento di popolarità della ragazza nell'ambiente scolastico e Mitsuha addolcisce la vita del giovane, al punto di riuscire a organizzargli un appuntamento con la capocameriera Okudera, svelando l'interesse che quest'ultima nutriva da tempo verso il suo collega.
Il sodalizio tra i due ragazzi, distanti ma uniti da questa bizzarra condivisione, procede per diverso tempo finché, una sera, Mitsuha racconta di un singolarissimo evento celeste: una cometa passerà molto vicino alla Terra, restando visibile a occhio nudo. Il passaggio del bolide sarà di buon auspicio e coinciderà con l'imminente festa che si terrà, come ogni anno, nella cittadina della ragazza.
Il mattino successivo, Taki si risveglia con la strana consapevolezza di essere rimasto nel proprio corpo, l'evento ormai familiare non si ripresenta più, spingendo il giovane a voler andare alla ricerca della cittadina in compagnia dell'amico Tsukasa e di Okudera che, essendosi accorta che l'affetto del giovane era indirizzato verso un'altra persona, gli rimane comunque affezionata al punto di lanciarsi in questo viaggio verso l'ignoto. I tre amici riusciranno a trovare il punto dove sorgeva Itomori, scoprendo con enorme tristezza, che la notte di tre anni prima una meteora aveva attraversato il cielo, cedendo un frammento che piombò sui festeggiamenti della piccola cittadina, radendola al suolo e creando un lago, proprio dove un migliaio di anni prima, il medesimo fenomeno aveva già creato il lago su cui era poi sorta Itomori.


Grazie ai ricordi assimilati da Taki negli anni di trasferimento corporeo, il giovane decide di andare nel luogo dove si trova il piccolo tempio della famiglia Miyamizu, deciso a cercare di trovare il modo di ristabilire il collegamento che si è interrotto poco tempo prima, ma che a quanto pare risaliva ad almeno tre anni prima, rivelando uno sfasamento tra l'ultimo messaggio ricevuto e il disastro che aveva azzerato la città.
Dopo quella scoperta, Taki si accorge che pian piano i ricordi dei messaggi di Mitsuha spariscono, lasciando una debole eco. In breve il nome di Mitsuha Miyamizu prende a sbiadire fino a sparire del tutto. Riuscirà Taki a riallacciare il contatto con Mitsuha? La ragazza sarà morta davvero, oppure sarà lui a raggiungerla in un posto magico? Ma soprattutto... riuscirebbero a riconoscersi?

Makoto Shinkai si è distinto in passato come bravissimo direttore dell'animazione, costruendo una carriera di tutto rispetto sia come grafico presso la Falcom, creando nel 1999 il suo primo corto Kanojo to Kanojo no neko (Lei ed il suo gatto), mostrando la giornata di una fanciulla, vista attraverso gli occhi del suo gatto. Negli anni successivi ha creato diversi altri piccoli capolavori, la sua dovizia nei particolari ha diverse volte creato problemi nella ricerca di artisti in grado di dare degno risalto ai suoi paesaggi, ai meravigliosi cieli che la fanno da padrone nelle sue opere, a prescindere dalla durata. L'amore per le sue creazioni l'ha portato sempre di più a volersi occupare a 360 gradi delle sue produzioni, confermando la tesi di coloro che vedono l'animazione fatta a mano come una arte sempre più viva e in salute. In Your Name. tutta questa passione e dovizia si vede nelle dettagliate ambientazioni, nella cura straordinaria dei particolari geografici, nella descrizione minuziosa dei fondali scenografici in cui si muovono i personaggi, che restituiscono allo spettatore la straordinaria sensazione di vedere, conoscere i sobborghi edochiani, viaggiare a bordo dei mezzi di trasporto che dal centro di Tokyo, portano i protagonisti attraverso la campagna giapponese, fino ad un piccolo e sperduto paesino di provincia, con i tetti, i campanili e altri particolari architettonici riprodotti dalla matita di uno dei protagonisti, durante la ricerca della sua controparte.

Tra i pregi di questo piccolo capolavoro, che è stato anche in lizza per le candidature all'Oscar 2017, da tenere in grande considerazione la colonna sonora, che va sicuramente assaporata, vissuta nella sua carica briosa ed intervallata da stupendi pezzi eseguiti al pianoforte. La musica guida il viaggio dei personaggi attraverso i vari momenti, l'allegria durante la scoperta dei primi scambi, con gli immancabili imbarazzi, sia di Taki che scopre di avere il seno, sia di Mitsuha la prima volta che si accorge di avere necessità di andare in bagno ma che rifiuta anche solo all'idea di sfiorare quella parte aliena. Indimenticabili e meravigliose, le ambientazioni estremamente dettagliate, la cura nei particolari sia per la descrizione delle scenografie, dei fondali, sia per i cartelli stradali, che danno l'impressione allo spettatore di poter camminare per le vie di Tokio o di prendere i mezzi pubblici e vagare per la megalopoli, senza però scivolare nelle classiche macchiette stereotipate che si potrebbero incontrare durante i viaggi dei due giovani.
Tecnologicamente avanti, i protagonisti fanno largo uso di strumenti molto attuali, cellulari all'ultima moda e motori di ricerca riconoscibili. I gadget tecnologici mostrano quanto Shinkai sia perfettamente in bilico tra l'amore per l'animazione tradizionalmente fatta a mano, la splendida cultura nipponica, con l'eccessiva tendenza alla passione per la tecnologia e la tradizione popolare, le credenze religiose e la semplicità con cui vengono eseguite cerimonie e il rispetto per le figure autoritarie del film.

E riguardo all'adattamento italiano, un grosso plauso alla cura nelle traduzioni e la scelta di lasciare con i termini originali le parole utilizzate durante le lezioni. Sicuramente siamo ad anni luce di distanza dalle cattive esperienze legate ai primi lavori che vennero tradotti male e con molte lacune.

Voto: 9

Sergio Raffaele Di Barletta

Al cinema solo il 23, 24 e 25 febbraio.

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