giovedì 16 febbraio 2017

AUTOBAHN: FUORI CONTROLLO - La recensione

Classica storia in cui l'eroe americano Casey (Nicholas Hoult), dopo essersi innamorato della connazionale Juliette (Felicity Jones) incontrata casualmente in Germania, decide di redimersi, gettando alle ortiche il suo passato di corriere della droga per Geran (Ben Kingsley), un pittoresco piccolo boss che aspira a fare il grande balzo ed entrare in società alla pari con chi tiene le redini dei grossi traffici.

I sogni di una vita serena per la giovane coppia finiscono presto, Juliette è affetta da un morbo che richiede un costoso trapianto, quando Casey lo scopre, ritorna sui suoi passi e, in barba alla promessa fatta alla ragazza, torna direttamente dal suo ex-datore di lavoro con l'intento di racimolare la cifra necessaria ad assicurare la salvezza della sua bella.


Geran, spedisce Casey a fare il colpaccio: rapinare direttamente Hagen Kahl (Anthony Hopkins), il classico uomo d'affari benefattore, con amicizie altolocate e padre affetuoso. Dietro la facciata per bene, si nasconde un avido criminale senza scrupoli, protetto dai suoi fedeli collaboratori che non si fanno problemi a torturare, uccidere e massacrare chi pesta i piedi al boss.


Andato a male il colpo, Casey si ritrova a dover correre sulle autostrade tedesce per portare un bottino ben più misero a Geran e allo stesso tempo a dover sfidare il tempo per andare a salvare Juliette, che nel frattempo è stata rapita dagli sgherri di Kahl prelevandola dall'ospedale.

Difficilmente questa pellicola vincerà prestigiosi premi o rimarrà nella memoria del pubblico. Joel Silver, fiducioso delle sue capacità di regista di action movie, ha voluto giocare la carta sicura delle macchine potenti, le corse a perdifiato su una autostrada senza limiti e già che c'era, tante macchine che saltano per aria, che si scontrano, vengono distrutte, tranne quelle guidate dall'eroe. Le macchine pilotate da Casey sembrano i veicoli ribelli in un film di Star Wars: per quanto gli si possa sparare addosso, continuano imperterrite senza il minimo cedimento.

A parte l'invincibilità dei veicoli di Casey, si ha quasi l'impressione di esser finiti in uno strano ibrido tra gli inseguimenti stradali di Matrix, un tentativo maldestro di emulare il ciclo Fast & Furious e un lungometraggio di Cobra 11, senza polizia.

In effetti, malgrado ci siano molte macchine che corrano disperatamente lungo l'autostrada, le poche unità della polizia si vedono durante una pittoresca scena girata in un bel paesino di campagna, dove le forze dell'ordine hanno poco da invidiare a quelle di Hazzard.

La faccia da bravo ragazzo di Nicholas Hoult mal si adatta al ruolo di spericolato corriere della droga, facendo rimpiangere altri ruoli in cui si è calato molto meglio come ad esempio Bestia in X-Men: L'inizio e X-Men: Apocalisse, oppure nei panni di R, il romantico zombie che fa innamorare di se la bella July in Warm Bodies.

Se Casey ha poca credibilità, non si può dire che la bella Juliette abbia maggior impatto, relegata a ruolo di bella da salvare, affetta da un male cronico, difficilmente si riesce a paragonarla con la sua Jyn Erso in Rogue One o con la indimenticabile Jane nello stupendo La teoria del tutto.

Ben Kinglsey è ormai lontano dalla toccante espressività di Ghandi. Negli ultimi tempi è stato sicuramente poco valorizzato in ruoli quasi carnevaleschi come quello di Geran o del presunto Mandarino in Iron Man 3.


Bravo come sempre, Sir Anthony Hopkins riesce ad incutere timore e rispetto anche nel ruolo del teatral-boss della malaS se gli altri attori sembrano arrancare, Hagen Kahl è comunque un cattivo che non sfigurerebbe in contesti meno leggeri, pur essendo lontano anni luce da Hannibal.

Voto: 6

Sergio Raffaele Di Barletta

Al cinema dal 16 febbraio.

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