mercoledì 15 febbraio 2017

BALLERINA - La recensione

A volte non serve essere la Disney, la Dreamworks o la Illumination per fare film animati di qualità.
Infatti è una casa di produzione franco-canadese a mettere a segno il risultato con Ballerina, un tipico lungometraggio animato dai toni classici, con tutti gli elementi messi al posto giusto per piacere senza compromessi.

La storia è un cliché di quelli abusati, ma che non tradiscono mai e soddisfano sempre.

Félicie è una giovanissima ragazzina che vive i suoi giorni sotto lo sguardo severo del custode e della Madre Superiora dell'orfanotrofio dove vive. La sua vita è triste come la letteratura ci ha insegnato che deve essere la vita di una orfanella, unici elementi di distrazione sono la sua acerba ma smisurata passione per la danza classica e la compagnia del coetaneo Victor, sognatore e aspirante inventore.

I due progettano la fuga e, non senza difficoltà, riescono ad attuarla, giungendo a Parigi in cerca di sogni da realizzare.


Siamo alla fine del 1800 e a Parigi è tutto un fervore, la Tour Eiffel è in costruzione e all'Opéra vanno in scena i più grandi ballerini dell'epoca. I due amici si separano e ognuno segue le proprie aspirazioni. Félicie riesce a intrufolarsi all'Opéra e, con l'insperato aiuto di Odette, una donna delle pulizie ed ex-ballerina, riesce a sostituirsi a una ricca e giovane debuttante, inimicandosene però la arcigna madre Régine.


Victor trova lavoro nell'officina di Eiffel, ma non dimentica la sua amica di cui è segretamente innamorato.


L'amore innocente tra ragazzi, le sfide, l'allenamento, i momenti divertenti e quelli d'azione. Gli elementi ci sono tutti per rendere Ballerina un kolossal Disney in piena regola, pur non essendolo. Forse l'animazione non è perfetta come quella della Casa di Topolino, ma poco importa, perché la storia scorre via veloce e si lascia godere senza intoppi.

E tra musiche coinvolgenti, forse troppo eterogenee per un film del genere (si passa da brani classici, al pop rock in americano e in italiano - a causa dell'adattamento locale), ma perfette per un pubblico moderno e giovanissimo, ci si tuffa in un sogno classico riproposto con un occchio alla modernità e con quella attenzione ai personaggi femminili che oggi il cinema richiede.

Se avete una bambina tra i 6 e i 12 anni non potete mancare di vedere Ballerina.

Unico neo il doppiaggio italiano, che ha puntato sull'inserimento di personaggi di spicco nostrani non riuscendo però a valorizzare il film con la loro voce. Davvero deludente Odette doppiata Eleonora Abbagnato (che però possiamo giustificare essendo una ballerina e non una doppiatrice) e appena accettabile Régine doppiata da Sabrina Ferilli, da cui ci si aspetta di più essendo della professione.

Da vedere coi figli.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 16 febbraio.

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