giovedì 9 febbraio 2017

LA LUCE SUGLI OCEANI, quando l'isolamento e il troppo amore rischiano di corrompere anche le anime più buone. Ecco la recensione

Su una piccola isola australiana, la vita di Tom ed Isabel sarà stravolta da una scelta d'amore. L'incontro di due cuori dove l'Oceano Pacifico e l'Oceano del Sud si abbracciano da sempre.

Presentata alla 73ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, questa pellicola è la trasposizione cinematografica del romanzo omonimo, scritto da M.L. Stedman, che già nella versione cartacea aveva commosso i lettori di varie nazioni.

Derek Cianfrance, regista abituato a mostrare e a giocare con la parte più emotiva e sentimentale degli spettatori, ci porta nel 1918, appena a ridosso della Prima Guerra Mondiale. Per la prima volta un conflitto aveva assunto proporzioni enormi, non era più la 'scaramuccia' tra due o tre paesi confinanti. I fortunati che poterono tornare a casa, per lo più avrebbero vissuto il resto dei loro anni ricordando le tragedie occorse durante il conflitto, in alcuni casi, avevano anche il fardello di esser loro stessi gli artefici di quelle che sarebbero rimaste nella loro memoria come atrocità inaudite.

Tom Sherbourne (Michael Fassbender) è uno dei reduci della Grande Guerra. Tornato in Australia, porta su di sé le brucianti cicatrici provocate dai ricordi di quello che ha vissuto durante la vita in trincea. Più simile a un burattino che si muove per forza di inerzia, Tom cerca disperatamente di recuperare almeno in parte quella quiete emotiva e spirituale che gli potrebbe permettere di lenire le sue sofferenze ed il pensiero che altri 60.000 suoi connazionali siano rimasti vittime della assurda guerra.

La imprevista e temporanea necessità di sostituire il guardiano di un faro, offre al reduce l'opportunità di potersi finalmente estraniare da tutto, vivendo per tre mesi in perfetto isolamento.

Come unica compagnia, i trecento metri di roccia, erba ed arbusti dell'isola di Giano, un piccolissimo insediamento esattamente dove l'Oceano Pacifico danza assieme all'Oceano del Sud,

Appena prima di imbarcarsi e vivere il suo esilio volontario, Tom incontra la bella e solare Isabel Graysmark (Alicia Vikander). Un evento casuale che però cambierà totalmente la vita di tutti e due, infatti, allo scadere del periodo previsto di permanenza, si reca sulla terraferma per firmare un rinnovo previsto per diversi anni, dato che il precedente guardiano del faro sembra essersi tolto la vita, lanciandosi da una scogliera.

Nei pochi giorni che Tom rimane sul continente, i due hanno modo di conoscersi ed innamorarsi profondamente. L'allegra Isabel sembra riuscire a lenire le sofferenze psichiche e fisiche di Tom e, quando gli fa capire di voler andare a vivere con lui, Tom risponde che non è possibile dato che le ferree regole vietano la presenza di donne presso il faro, a meno che non sia tratti della moglie del guardiano. Imbarazzato ma felice, l'ex-veterano accetta l'offerta della donna, portandola all'altare e successivamente a vivere con lui in mezzo al mare.


Gli splendidi paesaggi, la natura violenta e selvaggia delle tempeste e l'incantevole pace sulla piccola isola, accoglie i due novelli sposi che cominciano in questo modo la loro idilliaca vita di coppia, una convivenza che presto da i suoi frutti, dal momento che Isabel scopre ben presto di aspettare un figlio. Sfortunatamente il piccolo non verrà mai alla luce.

Anche una seconda gravidanza si interrompe prematuramente. Isabel, ormai fortemente segnata dalle due tragedie, passa il suo tempo sulle due piccole croci che sono state poste a memoria dei due figli mai nati. Durante uno di questi pomeriggi, la donna sente un flebile pianto che arriva direttamente dal mare, incapace di razionalizzare, la donna dapprima pensa a una allucinazione. Quando nota che anche Tom, dal faro ha notato una scialuppa portata dal mare, corre verso la spiaggia.
All'arrivo dei due coniugi, le onde consegnano un carico inaspettato: il cadavere di un uomo e una neonata fortemente denutrita. Il primo impulso di Tom è quello di correre al faro e, come da procedura, inviare un telegramma verso la terraferma per fare rapporto sul naufragio. Isabel, a differenza del marito, si rifiuta totalmente di accettare l'idea di lasciare quella bambina portata dal mare, quasi a compensazione della perdita dei loro figli.

Dopo una vibrante discussione, che termina con la risoluzione della donna a non permettere che la piccola venga portata sulla terraferma per poi magari finire in un orfanotrofio, Tom, cede a Isabel e acconsente di comunicare la nascita prematura della piccola. Ritornato al modesto cimitero strappa via la seconda croce e seppellisce il cadavere dell'uomo.

Quattro anni dopo il naufragio, la coppia e la loro bambina tornano sulla terraferma, per celebrare i quarant'anni di attività del faro. Durante le celebrazioni però incontrano Hannah Roennfeldt (Rachel Weisz), vera madre della bambina, che cercherà di riavere sua figlia a tutti i costi.

Cianfrance ha ormai abituato il suo pubblico a vivere storie emotivamente molto forti, piene di sentimenti e di conflitti emotivi.
Il regista è stato bravissimo a mostrare tutta la storia senza sbilanciare il favore verso uno dei protagonisti. Ha volontariamente mostrato la vicenda dall'ottica di ciascuna singola persona, rendendo di fatto impossibile il voler condannare Tom o Isabel, provando comprensione verso Hannah e allo stesso tempo giustificando ogni singola azione di ogni personaggio.


Magnifica è l'interpretazione di Fassbender e della Vikander, supportati dalle suggestive e struggenti immagini ad opera di Adam Arkapaw, che ha girato in lungo e in largo le coste dell'Australia e della Nuova Zelanda per ottenere le inquadrature ideali a far sentire l'amore profondo di Tom ed Isabel per quella natura incontaminata, per i panorami suggestivi e le notti in cui le stelle riempiono ogni angolo libero del cielo notturno.

Voto: 9
Sergio Raffaele Di Barletta

Al cinema dall'8 marzo.

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