mercoledì 8 febbraio 2017

LA TARTARUGA ROSSA, al cinema per soli tre giorni il capolavoro d'animazione di MICHAEL DUDOK DE WIT per STUDIO GHIBLI

Sarà al cinema solo il 27, 28 e 29 marzo il film animato La Tartaruga Rossa, candidato all'Oscar 2017 nella categoria Miglior Film d'Animazione.

Il film realizzato, da Michael Dudok de Wit e prodotto da Studio Ghibli, racconta quasi silenziosamente la storia di un naufrago su un'isola tropicale deserta, popolata solo da tartarughe, granchi e uccelli. Con immagini struggenti e poetiche, realizzate in uno stile che ricorda il disegno manuale dei fumetti più realistici, La Tartaruga Rossa racconta le grandi tappe della vita di un essere umano imprigionato in un posto dove non esiste più il tempo.

Ecco il trailer italiano.



Il film racconta la storia in modo lineare e circolare e utilizza il tempo per parlare dell'assenza di tempo, un po' come la musica può mettere in rilievo il silenzio. È un film che racconta anche che la morte è una realtà.
Queste le parole dell'autore:
"Però non volevo raccontare come un naufrago riesce a sopravvivere, aspetto già trattato decine di volte. Avevo bisogno di qualcosa di più."

A introdurre quel qualcosa di particolare è proprio la tartaruga rossa del titolo.
"L’idea di creare una storia con una grande tartaruga è venuta abbastanza rapidamente. Avevamo bisogno di avere una creatura dell'oceano imponente e rispettata. La tartaruga marina è solitaria e pacifica e per lunghi periodi scompare nell'immensità dell'oceano. Dà la sensazione di essere vicina all'immortalità. Il suo colore rosso intenso le si addice e spicca sul piano visivo. Abbiamo ragionato a lungo sull'opportunità di mantenere un certo livello di mistero nella storia. Nei film dello Studio Ghibli, per esempio, la presenza dell'elemento misterioso è sfruttata molto bene secondo me. È evidente che il mistero può essere magnifico, ma non deve esserlo al punto da sganciare lo spettatore dalla storia. È importante generarlo in modo sottile... E senza utilizzare le parole, dal momento che il film è privo di dialoghi. È molto semplice spiegare una cosa con una battuta, ma ovviamente esistono altri mezzi. Penso in particolare ai comportamenti dei personaggi, alla musica e al montaggio. E, in assenza di dialoghi, il suono della respirazione dei personaggi diventa naturalmente più espressivo."

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