lunedì 27 febbraio 2017

LOVING - La recensione

Jeff Nichols racconta uno spaccato di storia americana: la storia d’amore (vera) tra Richard (Joel Edgerton) e Mildred Loving (Ruth Negga) – le loro migliori interpretazioni. Lui è un muratore introverso che pensa al fabbisogno della famiglia; lei, casalinga afroamericana, subisce l’angheria della carcerazione per aver osato sposare un bianco.

Fine anni ’50. In Virginia vige la segregazione razziale. Sono gli anni dei Kennedy, Martin Luther King, Malcom X. Gli anni della lotta per i diritti civili. All’inizio il teatro dello scontro è l’ufficio dello sceriffo Brooks (Marton Csokas). Il confronto è teso e vede Brooks, il bianco che vive tra i bianchi, redarguire Richard, il bianco che vive tra i neri, come fosse un bimbo torto che dev’essere raddrizzato e portato sulla “retta via”. Al processo il giudice decreta: “Dio non ha certo messo gialli, bianchi e neri in continenti diversi perché si mischiassero le razze”. La condanna è certa. La pena: il carcere, oppure l’esilio per venticinque anni. Richard e Mildred sommessamente scelgono l’esilio.

 
Rich è riluttante all’idea di rendere di pubblico dominio la loro storia, mentre Mildred crede sia la cosa giusta. Grey Villet (cameo di Michael Shannon, attore feticcio del regista), fotografo di Life, cattura i momenti più belli della coppia; la quotidianità diventa caso mediatico. La loro storia scuote le coscienze e, grazie al giovane e determinato avvocato Bernie Cohen (Nick Croll), il loro caso arriva alla Corte Suprema che nel 1967 annulla la decisione della Virginia e la sentenza “Loving contro Virginia” diventa il simbolo della lotta per i diritti civili.


Jeff Nichols pone (troppo) il focus sulla quotidianità della coppia: Mildred, moglie e madre che deve badare ai tre figli, le giornate lavorative di Rich e la sua passione per i motori, il gruppo di amici afroamericani che però fa fatica ad accettarlo. Una donna e un uomo che cercano di sopravvivere in un società ingiusta e ostile. All’inizio Mildred appare la più debole, ma successivamente si scopre la più forte e in grado di sconfiggere la paura, mentre Rich, incupito e impaurito, diventa irrequieto e paranoico. Mildred convince il marito a lottare in nome del loro amore. Una famiglia che vive nella “normalità” di un’esistenza ordinaria. Rich e Mildred sono ordinary people; la loro storia è posta in primo piano (alcune sequenze appesantiscono la visione), mentre la causa contro lo stato della Virginia, che procede sullo sfondo, resta a malincuore sotto traccia. Quando alla fine si ascolta l’avvocato Cohen pronunciare l’arringa finale, la famiglia Loving è seduta intorno al tavolo in procinto di pranzare: “gente comune” coi loro problemi e i loro drammi, ma finalmente al pari degli altri.
Alessandro Pin

Al cinema dal 16 marzo.

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