lunedì 13 febbraio 2017

MAMMA O PAPA'? - La recensione

Mamma o Papà? si presenta come una gustosa commedia con tutte le carte in regola per diventare una rivisitazione in salsa italiana del ben noto La Guerra dei Roses, ma con aggiunta di prole.
Le intenzioni ci sono tutte, però lo scarso coraggio e il consueto eccessivo buonismo nostrano rovinano un'idea che poteva essere vincente.

In realtà siamo davanti all'ennesimo remake italiano di una commedia francese: Papa ou Maman? diretto da Martin Bourboulon nel 2015.
Antonio Albanese e Paola Cortellesi incarnano la coppia perfetta. Sposati da 15 anni, affermati nel lavoro, con tre figli tutto sommato nella norma. Sono perfetti anche nel programmare il divorzio, senza strepiti, in perfetto accordo nella spartizione di beni e gestione della prole. L'amore tra i due è terminato e ora, più amici che altro, pianificano il futuro da single.
A mettere loro il bastone tra le ruote è la carriera, che offre improvvisamente ad entrambi la possibilità di raggiungere traguardi solo fino a quel momento sognati, a patto di trasferirsi all'estero per lungo tempo. Unico ostacolo: i figli. Ed è proprio in quel momento che si innesca la lotta per inimicarsi i figli, facendo sì che scelgano di restare con l'altro genitore.


Peccato che la struttura del film sia sbilanciata pesantemente sulla parte buonista del film. Un lungo (troppo lungo) prologo mette in mostra la perfezione della famiglia arrivando al punto di annoiare. E quando scatta l'atteso meccanismo di perversione nei confronti dei figli è ormai troppo tardi e ciò che si attende con maggiore ansia è la fine del film.
La verve comica dei due protagonisti principali  risulta trattenuta da una caratterizzazione inusuale per i due mattatori. Abituati a vederli furoreggiare sul palco, li ritroviamo nei panni stretti del perbenismo, incastrati tra una gag e l'altra (le perfide trovate nei confronti dei figli) in un puzzle disomogeneo di scene. Il filo conduttore del film si perde e la tanto sbandierata (almeno nei trailer) cattiveria dei due coniugi non raggiunge mai un livello catartico.

Peccato che il buonismo italiano ci abbia messo lo zampino e il regista/sceneggiatore Riccardo Milani (che è anche il marito della Cortellesi nella vita reale) non riesca ad arrivare là dove Danny DeVito ne La Guerra dei Roses era riuscito a spingersi. Un film come questo aveva bisogno del finale tragico. Qualunque altra scelta diventa un "vorrei ma non posso".

Da vedere facendo altro.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 14 febbraio.

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