venerdì 24 marzo 2017

La recensione di IN VIAGGIO CON JACQUELINE, un dolce viaggio alla scoperta del mondo come vorremmo che fosse.

L'avventura di un uomo e della sua vacca, attraverso le campagne francesi, due mondi distanti ma che si possono prendere per mano. Scoprendo che un nobile decaduto non è molto differente da un immigrato algerino, se entrambi riescono a scoprire l'amicizia ed il cameratismo, grazie ad un contadino e alla sua vacca.

Fatah (Fatsah Bouyahmed) è un simpatico e tranquillo contadino dell'Algeria, la sua semplice vita si svolge tra suoi campi e il mercato dove, con la sua Jaqueline (la vacca) porta quotidianamente ciò che la natura generosamente produce.

Senza grilli per la testa, Fatah ha una sola passione, escludendo le figlie e la bella moglie: la vacca Jaqueline, sua compagna di viaggi verso il mercato del piccolo villaggio, viene trattata come un essere umano, coccolata, nutrita con le migliori erbe e, durante la notte, il contadino la ripara con una calda coperta per evitare che si ammali e per mantenere un bel manto brillante.


Fatah ha un solo grande sogno: poter andare al grande Salone dell'Agricoltura di Parigi, per esibirvi la sua adorata Jaqueline e farle vivere il giusto momento di gloria. Dopo anni di tentativi andati a vuoto, l'ente organizzatore decide di accontentare questo sconosciuto agricoltore dell'ex-colonia francese e gli concede di esporre la sua vacca. Purtroppo non si potranno accollare le spese di trasferta dall'Algeria, un espediente con cui sono sicuri di far desistere l'algerino.
Quello che i francesi non hanno messo in conto è la ferrea determinazione di Fatah che riesce a raccogliere il consenso di tutto il villaggio e ne diventa una sorta di portabandiera. Uno di loro che riesce ad andare nella grande capitale francese, sicuramente sarà un motivo di vanto ed una fantastica pubblicità per il piccolo centro rurale.
Con l'arrivo a Marsiglia, per i due viaggiatori iniziano i problemi, a cominciare con una piccola missione secondaria: sua moglie, nonché figlia di uno dei rappresentanti del villaggio, lo ha incaricato di contattare suo fratello, emigrato svariati anni prima dall'Algeria e che da diverso tempo ha cessato di dare sue notizie.
A causa di alcuni disguidi e qualche maldestro tentativo di seduzione da parte di un'avvenente giostraia, quello che è iniziato come il viaggio a coronamento di un sogno, rischierà di diventare per Fatah il peggior sbaglio della sua vita, mettendo in pericolo la convivenza con la gente del villaggio e, sopratutto, correndo il grosso rischio che il suo matrimonio finisca improvvisamente.



Tra disavventure e situazioni tragicomiche, Jaqueline ed il suo amico umano, incontreranno molte persone, alcune dolci e disponibili, altre decisamente meno propense ad aiutare Fatah nella sua missione.
Fatah scoprirà comunque un mondo differente da quello che sognava, imparando a sue spese che non tutto quello che viene detto, corrisponde alla verità. Ad esempio che una bevanda alle pere, in realtà possa celare un pericolo molto più grosso, sopratutto se la bevanda viene offerta durante una festa.
Il piccolo contadino occhialuto, passerà dal completo anonimato a diventare un'icona sia per la sua gente, sia per la Francia intera che, grazie ai mass media, scoprirà in Fatah un piccolo eroe, impegnato in un'impresa molto più grande di lui.

Mohamed Hamdi, dopo aver condotto il pubblico francese nel suo viaggio alla scoperta dell'Algeria, ha voluto portare i francesi a scoprire la Francia con gli occhi romantici di un algerino innamorato della sua famiglia, della sua terra e, della sua vacca.

Ispirandosi in gran parte a La Vacca ed il Prigioniero in cui l'indimenticabile Fernandel abbandonava la fattoria/prigione in compagnia di un bovino, cimentandosi in una marcia lungo tutta la Germania, Hamidi dedica un piccolo cameo, facendo vedere il film ai due protagonisti.
 
Sergio Raffaele Di Barletta

Al cinema dal 23 marzo.

LE NOTIZIE PIU' LETTE DELL'ULTIMO MESE