martedì 14 marzo 2017

JOHN WICK - CAPITOLO 2, la recensione

Il primo John Wick aveva gettato le basi di una mitologia criminale dal sapore videoludico. Un determinato Keanu Reeves si muoveva senza esitazioni in un mondo di assassini e sicari, di malavita organizzata e codici d'onore degni delle sette più elitarie. Il film rimaneva una piccolo gioiello basato su un unico semplice concetto: la vendetta.
Con John Wick - Capitolo 2 il regista Chad Stahelsky alza il tiro e amplifica tutto ciò che si può amplificare: più armi, più sangue, più acrobazie, più malavita, più mitologia... più John Wick.

I primi 15 minuti sono un ricongiungimento da manuale con il precedente film. Tutto ciò che era rimasto in sospeso nel primo John Wick viene recuperato e ricucito, ponendo definitivamente la parola fine alla brama di vendetta di John. Tuttavia la tanto agognata pensione di John Wick diventa ancora una volta una chimera quando un ex-collega di origini italiane (Riccardo Scamarcio nei panni del malavitoso Santino D'Antonio) vanta un credito con John. Un giuramento di sangue impone al più letale sicario sul pianeta di commettere un ultimo omicidio su commissione, e per farlo Wick dovrà spostarsi a Roma. Nella cornice della nostra capitale Wick affronta i più spietati sicari del mondo, in un crescendo di scontri corpo a corpo e uso spietato di armi da fuoco.


Il cast riflette l'ambientazione romana accogliendo attori nostrani come il già citato Riccardo Scamarcio, Franco Nero e Claudia Gerini, che donano alla pellicola un tragico retrogusto trash.

La storia fila via liscia, complice la semplicità estrema delle vicende; la regia rende le inquadrature degne di un'opera teatrale, esaltando al meglio il lavoro coreografico realizzato sui combattimenti. Unica pecca il montaggio, che soffre di alcune piccole incongruenze, specialmente nella proposizione degli ambienti romani. Ma solo chi conosce Roma può cogliere certi dettagli "geografici" che non sono stati rispettati.

La vera pecca del film è l'assenza di un tema portante, quella sete di vendetta che animava il primo film e giustificava ogni azione di Wick, qui viene a mancare. La violenza, l'omicidio, i continui assassinii, se inizialmente sembrano essere giustificati da un malsano senso dell'onore, a metà film sembrano ormai fini a loro stessi. E' l'apoteosi dell'autocompiacimento narrativo. Lo spettatore diventa un player di uno spietato videogioco in cui devi affrontare sempre più nemici per arrivare al nemico ancora più grande.
Si salva la mitologia del Continental. Quello che originariamente era solo un lussuoso hotel, dove gli assassini non potevano farsi fuori tra loro, ora organizza e gestisce la vita di sicari e associazioni criminali. Propedeutico a un ulteriore seguito cinematografico l'inserimento di una nuove associazione criminale fuori da ogni regola, l'organizzazione di barboni assassini gestita da Bowery King (Lawrence Fishburne), che qui si rende cornice di un incontro meta-cinematografico tra i due attori (Fishburne e Reeves) che avevano condiviso il set di Matrix.


In definitiva si è davanti a un film che esagera e rischia di stufare per il suo continuo riproporre combattimenti in mille varianti, ma che non può che esaltare gli appassionati di un certo tipo di videogiochi in modalità "survival".
John Wick - Capitolo 2 è poco più di un B-movie elevato al rango di blockbuster... eppure sa farsi piacere.

Da vedere una volta sola.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 16 marzo.

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