mercoledì 8 marzo 2017

LA BELLA E LA BESTIA - La recensione

Portare sul grande schermo un classico Disney come La Bella e la Bestia in una nuova versione live action, era una scommessa davvero difficile da vincere.

Da una parte gli appassionati più ortodossi, i bambini di 26 anni fa ora adulti, dovevano ritrovare le stesse suggestioni che il cartone animato aveva impresso nei loro ricordi, dall'altra quegli stessi ex-bambini dovevano trovare un prodotto che soddisfacesse il loro palato più maturo. Bill Condon, ben conscio del difficile compito, ha optato per una linea di totale rispetto per il film animato del 1991, arrivando a riproporne intere sequenze in maniera quasi integrale, ricostruendo ambientazioni e sensazioni nel pieno rispetto dei contenuti originali e aggiungendo qua e là alcuni dettagli.

Così, laddove ci si bea di ritrovare ambientazioni, personaggi, sguardi e dialoghi a noi famigliari, ci si stupisce anche di scoprire dettagli sul passato di Belle, del Principe, di Gaston, di Mrs. Bric e della Strega Agatha. Ogni personaggio gode di un maggior approfondimento, rimanendo comunque aderente a quello che già conoscevamo di lui.

La trama non si discosta dal classico animato. Belle (Emma Watson) e suo padre Maurice (Kevin Kline) vivono nel provinciale paesino di Villeneuve, dopo aver abbandonato Parigi presa d'assedio dalla peste, dove la ragazza ha perso la madre. Animata da grandi progetti, amore per i libri e il desiderio di una vita meno rurale, Belle è considerata diversa da tutti e non ha amici.


La Bestia era un ragazzo che si godeva la vita, tra lussi, feste e vanagloria. Anche lui orfano di madre, cresca all'ombra di un padre che non sa trasmettergli i giusti valori. Quando l'incantesimo lo rende un mostro la sua vita di fasti crolla, e da tutti viene giudicato solo per quello che appare, una bestia da cui stare lontani.


I due giovani condividono un passato speculare e un presente molto simile. Li accomuna una vita da emarginati, come se fossero due facce di una stessa medaglia.
Un incidente di viaggio porta il padre di Belle ad essere catturato dalla Bestia, e quell'evento determina il destino di Belle e della Bestia così come lo abbiamo sempre conosciuto.

Grazie ad un ammirevole lavoro tecnico nella caratterizzazione degli oggetti animati (c'è molto digitale, ma anche molto animatronic), un montaggio leggero e dinamico, e l'inserimento di alcune nuove canzoni, il film scivola via, senza far sentire il peso delle oltre due ore di pellicola (il cartone animato durava solo 85 minuti).


Emma Watson è perfetta nel ruolo di Belle, eroina classica e al contempo moderna, dalla mente acuta, dal coraggio indomito, affascinata da libri e cultura e col cuore aperto ai sentimenti più incondizionati.
Chi emerge più di altri è di sicuro Josh Gad, interprete di Le Tont, che riesce a impreziosire di personalità e simpatia un personaggio meno sfruttato nella versione animata.
Di alto livello anche la prova di Luke Evans, perfetto Gaston, capace di tenere lo schermo tutto per sé in più di un'occasione.


I brani e le canzoni rimangono il vero punto di forza del film che, va chiarito, è più che altro un musical. Le canzoni storiche sono riproposte integralmente e, ove possibile, ampliate. Nota dolente il nuovo adattamento dei testi, che potrà scontentare i fan più integralisti. Se il significato dei brani non cambia, alcune parole non sono più al loro posto, e canticchiare al cinema potrebbe risultare più complesso (comunque è un problema solo delle versioni doppiate, in lingua originale i testi sono rimasti gli stessi). I nuovi brani non raggiungono la forza emotiva dei classici e, per quanto necessari a riempire il minutaggio aggiuntivo del film rispetto al cartone animato, non sono particolarmente rilevanti.

Tra le "note stonate", ma con le quali si può comunque scendere a patti, uno sbilanciamento nella caratterizzazione di Gaston. Nel complesso appare come un personaggio più intelligente che nel cartone animato. Perfino benevolo e simpatico nella prima parte del film, ha un repentino cambiamento quando emerge la sua natura spietata. La differenza tra le due anime di Gaston si percepisce e stupisce.
Si fa notare l'ampio utilizzo di attori di colore (Hollywood impone ormai la quota "nera"), peccato che stonino completamente con la collocazione storica della vicenda. Si fa decisamente fatica a credere che nella Francia del XVII secolo ci fosse un così alto numero di persone di colore nelle corti e nei villaggi.

La Bella e la Bestia, rimane, anche in questa spettacolare versione live action, un film che fa sognare, che fa venire voglia di correre a casa a rivedere il cartone animato, e che dimostra come la Disney sia forse l'unica grande casa di produzione cinematografica in grado di suscitare nuove, vecchie, emozioni.

Da vedere e rivedere.

Massimiliano Martini

P.S.: Mia figlia di 8 anni lo ha valutato 9 su 10!

Al cinema dal 16 marzo.

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