sabato 4 marzo 2017

LA LEGGE DELLA NOTTE - La recensione

Il regista di Gone, Baby Gone, The Town e Argo torna per la quarta volta dietro la macchina da presa. Anni ’20. Joe Coughlin (Ben Affleck), figlio di un capitano di polizia di Boston (Brendan Gleeson), è un irlandese reduce della Grande Guerra che dopo aver perso tutto per amore di Emma Gould (Sierra Miller), la donna del boss Albert White (Robert Glenister), si trasferisce nella calda e soleggiata Ybor City, quartiere di Tampa, in Florida, e diventa un malavitoso trafficante di alcolici e signore della città sotto la protezione del boss Maso Pescatore (Remo Girone, visto ne La piovra).
La legge della notte, scritto dallo stesso Ben Affleck, è tratto dal romanzo Live by Night di Dennis Lehane (Gone, Baby Girl, Mystic River e Shutter Island). Un viaggio di formazione negli ambienti della malavita. La scenografia e i costumi rendono al meglio gli anni del proibizionismo, grazie anche alla fotografia di Robert Richarson, già collaboratore di Martin Scorsese e Quentin Tarantino. Gang rivali si affrontano per le strade e nei locali tra violente esplosioni e sanguinose sparatorie. Joe (spesso anche voce narrante) è spietato, ma mostra anche sentimento e amore e un pizzico di ironia che non guasta. Un gangster “buono” che difende ciò che ama: la donna cubana Graciela (la bellissima Zoe Saldana) e gli affari del boss Pescatore, in un mondo dove il vizio è “a prova di depressione”. Joe e il suo braccio destro Dion Bartolo (Chris Messina) sono i protagonisti della guerra del rum a Tampa, sotto la giurisdizione del capo Figgis (Chris Cooper) la cui figlia Loretta (Elle Fanning) è causa di non pochi problemi. Dall’altra parte della barricata ci sono il boss White e il Ku Klux Klan.


La legge della notte, nonostante sia afflitto da un montaggio frammentario e ponga il focus su stereotipi di genere piuttosto che trovare una propria identità, merita una possibilità. Ci si rende conto di come Ben Affleck, qui impegnato su più fronti nella realizzazione del film (e forse è proprio questo il problema principale), crede nel progetto e nel cinema classico. La legge della notte dimostra (di nuovo) l’abilità di Affleck come regista, meno come attore; il grande cast di supporto, tuttavia, aiuta a comporre un quadro d’insieme emozionante.

Un noir che strizza l’occhio ai classici scorsesiani e che finisce in un bagno di sangue alla Scarface, anche se il gap è evidente.

Voto: Discreto
Alessandro Pin

Al cinema dal 2 marzo.

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