mercoledì 22 marzo 2017

LIFE - NON OLTREPASSARE IL LIMITE, la recensione

Life - Non oltrepassare il limite è esattamente quello che vi aspettate che sia. E' Alien in versione 2.0.
Tralasciate le atmosfere da fantascienza spinta, la nuova sci-fi cinematografica trova terreno fertile nel futuro imminente, in un contesto a due passi da casa, e propone una Stazione Spaziale Internazionale solo di poco più avanzata rispetto a quella che sta orbitando proprio ora sulle nostre teste.


A questo si aggiunge la concretizzazione di ciò che ogni buon nerd desidera, ovvero il primo contatto con un essere alieno. Solo che l'alieno non è un innocente E.T. o un pacifico eptapode di Arrival; è quel tanto sospirato microorganismo che i bravi ricercatori di oggi cercano di rintracciare su ogni pezzo di roccia che trovano nello spazio, ed è tremendamente perfido.


A voler essere eccessivamente critici si potrebbe dire che Daniel Espinosa, il regista, gioca a riproporre, in una sorta di survival movie tra quattro pareti, tutte le situazioni da cliché del genere, pescando a piene mani dai tanti film (Alien prima di tutti) che hanno fatto della "fuga dall'alieno cattivo" il loro punto di forza, ma omaggiando anche grandi classici come 2001: Odissea nello spazioSolaris. Il vero pregio è che il gioco è condotto con onestà intellettuale, senza mascherare il tutto con una falsa patina di originalità. L'alieno c'è, lo vediamo bene; gli eroi ci sono e, ovviamente, sono condannati alla più triste delle fini; l'ambiente claustrofobico è ben visualizzato e descritto. Tutto è come deve essere, perfino i dialoghi, essenziali e asciutti, quasi stereotipati, diventano superflui. Perché sono proprio gli eventi a portare avanti inesorabilmente il film, quasi come fosse un documentario scientifico che assume progressivamente un ritmo sempre più incalzante.

Tutto inizia con il recupero di un campione biologico raccolto da una sonda marziana. Quelle poche cellule di un essere alieno si dimostrano subito in grado di riprodursi, di organizzarsi, di apprendere e di saper lottare per trovare nutrimento. L'alieno vuole sopravvivere, vuole crescere, e in questo suo processo non esita a consumare tutto ciò che può dargli sostentamento, siano cavie da laboratorio, torce luminose che producono ossigeno, gocce di sangue o esseri umani.
Ma quello che preoccupa gli occupanti della stazione spaziale, oltre alla loro sopravvivenza, è l'incolumità del pianeta Terra. In questo gli astronauti si dimostrano subito eroi e si fanno drammaticamente carico della lotta per la sopravvivenza dell'intero genere umano.

L'adrenalina scorre sin dalle prime immagini. Life è un film che non lascia tirare il fiato dall'inizio alla fine. Intrattiene come ogni buon B-Movie, ma lo fa con un budget decisamente più alto, soddisfacendo sia chi brama momenti di sana tensione sia chi invece vuole sognare con un po' di intelligente sci-fi.

Da rivedere.
 
Massimiliano Martini

Al cinema dal 21 marzo.

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