giovedì 16 marzo 2017

THE RING 3 - La recensione

In un'epoca in cui le videocassette (specialmente quelle "assassine") hanno ormai fatto il loro tempo, anche la mitologia di Samara e della saga di The Ring mostra tutti i limiti di una fenomenologia ormai datata e priva di guizzi narrativi.

The Ring 3 parte da un presupposto interessante, quello dell'approccio scientifico al messaggio soprannaturale insito nella videocassetta da non guardare mai, ma lo abbandona troppo presto per concedersi ai soliti cliché da film horror.

La trama è sempre la stessa: vedi il filmato, ricevi una telefonata che ti avvisa dei sette giorni di vita che ti rimangono, e poi incontri Samara e muori.
In quei fatidici sette giorni la giovane studentessa Julia (Matilda Lutz), accompagnata dal suo fidanzato Holt (Alex Roe), ripercorre le origini della bambina dai capelli lunghi e bagnati, arrivando alle fondamenta del mito e tentando di scardinarlo. Ma le nuove tecnologie video, il banale copia e incolla dei filmati in formato .mov, e lo spam della posta elettronica, garantiscono alla maledetta bambina un futuro imperituro.


Il più grave errore di The Ring 3 è quello di sacrificare la tensione e il brivido alle spiegazioni. I film di questo genere devono spaventare e far sussultare. Rendere tutto tangibile e concreto, spiegabile e spiegato, disarma l'incantesimo e agevola la noia.
A questo si aggiungono attori da perfetto teen drama, che a fatica trasmettono emozioni e rimangono incapsulati nei ruoli stereotipati dei fidanzatini perfetti.


Cercano di salvare il salvabile Johnny GaleckiVincent D'Onofrio. Professore universitario di biologia il primo, troppo simile al personaggio di Leonard Hofstadter interpretato sempre da Galecki in The Big Bang Theory; e interprete di un uomo cieco dal passato non proprio irreprensibile il secondo, che alza come può il livello di recitazione, ma che non è in grado di reggere tutto il film sulle sue spalle.


Un'occasione persa per ridare vita a un franchise destinato a spegnersi. E anche se la pellicola ha la pretesa di voler inaugurare una nuova generazione di vittime di Samara, difficilmente il pubblico riuscirà a ricordare questo film per più di... sette giorni.

Guardatelo in "videocassetta".

Massimiliano Martini

Al cinema dal 16 marzo.

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