domenica 2 aprile 2017

CLASSE Z - La recensione

Classe Z, un godibile stereotipo sul classico film basato sugli stereotipi, che vorrebbe essere fresco ma ha il sapore di un remake, la trama ricorda molto da vicino Summer School, con un giovanissimo Mark Harmon nei panni di un esuberante docente che si destreggiava tra il suo ruolo istituzionale e l'animo anticonvenzionale, contestatore e leggermente filocomunista.

Tre studenti irrompono nel liceo scientifico dove hanno trascorso gli ultimi anni del loro periodo formativo, malgrado le idee comuni, i giovani non sono entrati per seguire le lezioni, dato che ormai è periodo di ferie, ne tanto meno per recuperare delle materie rimaste in dietro. Ricky (Enrico Oetiker), Stella (Greta Menchi) e Viola (Alice Pagani), hanno in realtà una missione ben differente.
Arrivati in palestra, i tre si presentano, ognuno in maniera sicuramente originale e poco ortodossa, alle persone riunite in commissione speciale per giudicare il lavoro e sopratutto l'eventuale futura carriera di Marco Andreoli (Andrea Pisani), il giovane docente che aveva entusiasticamente accettato di occuparsi della Quinta H, una sezione creata dal Preside (Alessandro Preziosi) per snellire il numero di studenti in ciascuna sezione, con l'intento di migliorare la resa qualitativa dell'istituto.

Malgrado la perplessità di parte dei docenti presenti, i ragazzi iniziano a raccontare l'esperienza che nell'ultimo anno scolastico ha cambiato molti aspetti. Il primo a parlare è Ricky, youtuber estremo, è diventato molto popolare nella comunità della rete grazie agli scherzi di cattivo gusto con cui ha vessato il bidello, non senza rischiare conseguenze anche gravi.


Secondo il racconto della web-star, supportato dalla trender Stella, impegnata a catalogare e considerare la propria vita in base alla bellezza di un outfit e al livello di figosità raggiungibile in ogni singolo momento della giornata, il primo giorno di scuola iniziò con la strana novità della nuova classe in cui erano stati trasferiti diversi studenti.


Malgrado la scusa ufficiale di voler diminuire il numero degli studenti per ciascuna sezione, le peculiarità di ogni singolo individuo, dimostrò brevemente che la H era in realtà una sezione in cui rinchiudere quegli studenti che, per ideologie, vezzi, o personalità contorte, avrebbero nociuto maggiormente in una sezione comune.
Anche Viola con la sua attitudine aggressiva e tendenze dark, conferma le fortissime carenze degli studenti che popolavano la sezione H, rendendo vani i tentativi del loro giovane docente, il Professor Andreoli, grande estimatore de L'Attimo Fuggente, che sin dall'inizio ha cercato di trovare dei punti di contatto per poter fare breccia nei gusci protettivi di ciascuno studente, senza curarsi eccessivamente di frecciatine, scherzi e lazzi che sin dal primo giorno gli erano stati rivolti in risposta ai suoi sforzi.
Tra goliardie e comportamenti molto scorretti, i tre studenti raccontano i loro scherzi più atroci e come questi abbiano distrutto ogni spirito di iniziativa del povero Andreoli, portando ad abbandonare l'istituto, finendo in un asilo per l'infanzia.
Ma gli sforzi e, sopratutto la fiducia riposta nella classe da parte del docente, in realtà stavano cominciando a dare i risultati sperati, infatti, una volta resisi conto che la H era solo ed esclusivamente una sezione punitiva, dedicata ad isolare gli elementi nocivi dal resto del corpo studentesco, i ragazzi cominciarono a scoprire che, uniti in maniera costruttiva, riuscivano a superare alcuni scogli che li avevano fermati continuamente negli anni precedenti.
Trovato un luogo ideale per studiare tutti assieme, e convinto Anreoli ad aiutarli a recuperare le forti lacune di ogni singolo soggetto, gli studenti della H recuperarono tutti i debiti formativi.

Risolti i problemi degli studenti, rimaneva però il risultato peggiore delle loro azioni: riuscire ad ottenere il reintegro del Professore, che dall'oggi al domani era rimasto senza il lavoro della sua vita.

Sfortunatamente i volenterosi ragazzi non avevano considerato il Preside e sopratutto l'opinione degli altri tre membri presenti nella commissione e che, sia per il sentimento di odio represso in anni di professione insoddisfacente, sia per antipatia stessa verso il loro collega Andreoli, non lesinano commenti negativi nei confronti del docente.


Il regista Guido Chiesa e il resto del team creativo, Alessandro Aronadio, Renato Sannio, sono riusciti a regalarci la figura del Professor Andreoli, a cui da il volto il bravo Andrea Pisani, un giovane docente con poca esperienza, ma con una certa aria di falsa ingenuità che in alcuni momenti potrebbe giocare contro la sua interpretazione.
Per fortuna, a ridimensionare l'attenzione su Pisani ci pensano Greta Menchi, Alice Pagani ed Enrico Oetiker, tre attori che molto probabilmente vedremo sempre più spesso, grazie al loro aspetto giovanile ma allo stesso tempo capace di tenere la scena.

Sfortunatamente in questa pellicola, sia la Menchi che Oetiker, hanno dato una sensazione leggermente troppo caricaturale, esacerbando gli stereotipi dei due personaggi.
Nel complesso il film piacerà al pubblico che nei prossimi mesi affronterà l'annosa questione degli esami di fine anno, strizzando un occhio anche alla classica commedia scolastica americana.

Una grossa pecca, a mio avviso, l'enorme marchetta che viene fatta verso ScuolaZoo, la società che è riuscita nel corso degli anni ad amministrare saggiamente la sua presenza partendo da comunità della rete a vera società con merchandise a tema scolastico. Sicuramente un grosso plauso per aver appoggiato il progetto di finanziare questo film; si sono però, a mio avviso, concessi troppo spazio, finendo con il risultare eccessivamente presenti nel contesto generale della pellicola.

Voto: già visto

Sergio Raffaele Di Barletta

Al cinema dal 30 marzo

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