giovedì 13 aprile 2017

FAST AND FURIOUS 8, la recensione

Quanta strada che ha fatto Dominic Toretto (Vin Diesel) in 16 anni e 8 film. Com'era ingenuo e semplice il primo Fast And Furious, quando l'unica cosa che contava era una corsa clandestina di automobili tamarre sulle strade di Los Angeles. Ora è tutto diverso, tutto amplificato, tutto estremo e tutto tremendamente surreale.

Sia chiaro, nessuno cerca veridicità e realismo in un film Fast And Furious, ma con FF8 si è raggiunta veramente l'apoteosi dell'esagerazione. Le auto (le corse ormai ce le siamo dimenticate) sono solo un gustoso pretesto per mettere in scena un action-superhero-movie più spaccone che mai. Infarcito di personaggi talmente sopra le righe da essere esagerati perfino per un cinecomic, FF8 coniuga il concetto di "tutto e subito" a un film che non ha pretese di essere ricordato nel tempo. Ciò che conta è l'esperienza immediata, che deve fornire un'overdose d'adrenalina ad ogni scena.

Eppure Fast And Furious 8 ci prova. Ci prova a rinsaldare quel legame con le sue origini mettendo in scena, come primo approccio, una corsa clandestina di auto alla vecchia maniera, condita con rotondità e muscoli cubani, sguardi da macho, macchine in palio e tanto spirito di famiglia e onore. Un tributo a quello che FF è stato e un incipit che presto si dimentica quando il "patriarca" Dom, in piena luna di miele con Letty, abbandona tutto e tutti per seguire la perfida cyber terrorista Cipher (Charlize Theron) in un'impresa colossale, che lo metterà per ben un'ora di film contro i suoi stessi amici e compagni di avventura.


Ed ecco che il film assume un tono diverso, abbracciando lo scanzonato spy-movie, l'action da scazzottamento (imperdibili le performance alla "Bud Spencer e Terence Hill" di Dwayne Johnson e Jason Statham), il dramma sentimentale, per poi tornare sul tema più consono al titolo, mettendo in scena veicoli di ogni genere.


Memorabili le sequenze delle auto-zombie per le strade di New York, e ancora più esaltanti le performance sul ghiaccio con l'inseguimento tra automobili e un sommergibile. Fast And Furious 8, come gran parte dei suoi predecessori è un film nato per stupire ad ogni livello. Ogni emozione, ogni combattimento, ogni corsa in macchina fa sgranare sempre più gli occhi, alzando ogni volta l'asticella dell'inverosimile che diventa possibile. Rimane da chiedersi cosa oseranno fare nel prossimo lungometraggio, visto che FF8 è chiaramente il primo film di una nuova e annunciata trilogia.


Un solo difetto, se proprio lo vogliamo trovare, è nell'impianto narrativo che, per assecondare la maestosa messa in scena, si riduce a spiegare a parole gran parte degli eventi prima che accadano. Un comodo escamotage per non impegnare la mente dello spettatore e non far sì che si ponga troppe domande quando l'inverosimile si concretizza.

Da vedere con montagne di pop corn e un'ironica compagnia.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 13 aprile.

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