lunedì 24 aprile 2017

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 2 - La recensione

Una corsa sulle montagne russe condita con ironia, divertimento e un pizzico di sentimento. Il tutto in una perfetta salsa anni '80. Guardiani della Galassia Vol. 2 è il perfetto film Marvel e Disney, il perfetto mix di supereroismo scanzonato e spirito di famiglia. Un film che non vi farà rimpiangere nemmeno un centesimo del prezzo del biglietto.


Il regista James Gunn, dopo aver azzeccato la ricetta per un primo Guardiani della Galassia, potenzia al massimo la formula e riesce a creare un seguito in cui ogni personaggio, perfino i secondari, ha un suo momento di gloria e approfondimento. Permettendoci così di scoprire qualcosa di più su Drax (Dave Bautista), Gamora (Zoe Saldana), Rocket, perfino su Yondu (Michael Rooker) e, ovviamente, su Peter Quill (Chris Pratt).

Il film entra nel suo vivo praticamente da subito, con una grande dose di azione e combattimenti spaziali, e da lì è un crescendo di emozioni e trovate divertenti. Non c'è tempo di finire di ridere per una gag che subito ne arriva un'altra. Molte sono a livello verbale (in questo Guardiani 2 si parla molto di più che nel primo film), altre a livello visivo. Tutte assieme colorano una storia che è già di per sé colorata, psichedelica, apparentemente leggera e che invece non smette nemmeno per un attimo di parlare di famiglia, del rapporto padre-figlio (Star Lord e Ego, ma anche Peter Quill e Yondu, e Yondu e Stakar), di quello tra sorelle (Nebula e Gamora), del rapporto di amicizia (Rocket e Groot) e dei tanti legami che uniscono i più impensabili personaggi di questo inaspettato multiverso.



E poi c'è Kurt Russel nei panni di Ego, un pianeta vivente, un dio, un'icona anni '80; c'è Sylvester Stallone, un fiero Stakar a capo de Ravagers; e c'è David Hasselhoff con l'immancabile citazione di Supercar (e non solo), ma c'è anche Pac-Man e perfino un riferimento a Cin Cin (la serie televisiva) e a Skeletor. Un'opera di cucitura magistrale dove tutto trova il proprio posto e tutto converge a rendere indimenticabile il film.

La trama, senza incorrere in troppi spoiler, vede il team dei Guardiani della Galassia impegnati a portare a termine una missione per i Sovereign, potentissima razza di alieni dorati. Un incauto gesto di Rocket riesce a mettere l'intera razza contro di loro, scatenando una terribile caccia ai Guardiani in cui entrano in gioco anche i Ravagers.



In soccorso dei Guardiani interviene Ego, il super-potente padre biologico di Peter Quill, che porta il figlio e parte dei suoi compagni sul proprio pianeta, dove chiede a Peter di unirsi a lui in una missione d'importanza apocalittica.

Insomma, a un film così non manca proprio nulla, anche la colonna sonora è un mix ben congeniato di brani anni '80 (i più indimenticabili sono comunque verso la fine del film) e pezzi strumentali scritti dal compositore Tyler Bates (già autore della colonna sonora del primo film) perfetti per accompagnare l'iperdinamismo delle immagini senza diventare eccessivamente protagonisti.

Grande pregio tecnico della pellicola è l'utilizzo di un 3D davvero efficace, spinto al massimo, capace di mantenere l'effetto di profondità delle immagini per tutta la durata (più di due ore) del film.

Unica pecca di Guardiani della Galassia Vol. 2, se proprio vogliamo trovarla, è l'essere il film Marvel meno integrato nell'Universo Cinematografico della Casa delle Idee. Non ci sono riferimenti diretti ad altri supereroi o ad altri film della saga, e questo può lasciare un leggero retrogusto di delusione a chi si aspetta di vedere un cameo di Thor o Doctor Strange. Ma a risollevare il morale arrivano in soccorso le cinque scene nei titoli di coda, di cui due sono sicuramente un'anticipazione di quello che potremo vedere in Guardiani della Galassia Vol. 3.

Un film da rivedere almeno due volte.
 
Massimiliano Martini

Al cinema dal 25 aprile.





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