mercoledì 5 aprile 2017

I PUFFI - VIAGGIO NELLA FORESTA SEGRETA, la recensione

Dimenticatevi i due precedenti film dei Puffi, mix di live action e animazione. Quello che è successo in I Puffi del 2011 e i I Puffi 2 del 2013 non esiste più. Con I Puffi - Viaggio nella foresta segreta siamo davanti ad un vero e proprio reboot dell'iconografia puffesca. E a dire la verità non c'è proprio niente di male!


Kelly Asbury, regista di questo lungometraggio animato, ha ridato ai Puffi la loro dimensione originale, e non l'ha fatto solo nei contenuti, ricreando caratteri e estetica (specialmente quella dei Puffi, ora molto più "puffosa" che nei due film precedenti) cari ai lettori dei fumetti originali di Peyo degli anni '50 e '60 e ai cartoni animati deghi anni '80, ma lo ha fatto anche nella grafica e nelle ambientazioni, aggiornandole però a un gusto moderno e appetibile ai bambini degli anni 2000 (quasi 2020)!

Il film parte con un veloce passo introduttivo. Riscopriamo Pufflandia e i Puffi che la abitano, ognuno con un nome che ne identifica la professione o l'attitudine (ad esempio Burlone, Vanitoso, Tontolone...), e ritroviamo Puffetta che, a differenza dei suoi amici maschietti, non è altro che "Puffetta". Quale sarà allora la propensione dell'unica femminuccia del villagio, visto che il suo nome non la indica? Tutto il film verte intorno alla ricerca dell'identità della piccola esserina blu e, dopo un avventuroso viaggio che permetterà all'anima del personaggio di emergere, avremo finalmente una risposta.

A fare da cattivone ritroviamo il perfido mago Gargamella, accompagnato da una gatta Birba al meglio delle sue doti comiche (che a tratti riesce perfino a rubare la scena al suo padrone) e da uno squinternato rapace di nome Monty.


Il loro scopo sarà quello di trovare un nuovo villaggio di Puffi da saccheggiare. Un villaggio nascosto nella misteriosa Foresta Proibita, dove nessuno osa avventurarsi. Toccherà così a Tontolone, Quattrocchi, Forzuto e Puffetta intraprendere una pericolosa missione nei meandri della foresta, per avvisare questa sconosciuta colonia di Puffi del pericolo che incombe su di loro.


A condire la vicenda troviamo diverse scelte creative di grande effetto visivo, perfettamente integrate nella storia, e un'animazione ai massimi livelli con dettagli incredibili (riusciamo perfino a vedere la trama del tessuto dei cappucci dei Puffi).


Creature bizzarre dalle disparate capacità che evocano l'estetica di Avatar (sì, il film di Cameron), un fiume che scorre a mezzaria tra sgargianti evoluzioni d'acqua e la simpaticissima coccitecno (coccinella-tecnologica, che può fungere da macchina fotografica, stampante e registratore vocale), sono solo alcune delle sorprese che riserva questo film animato.


Ma a vincere su tutto è la storia, gioiosa e colorata quanto basta per coinvolgere i più piccoli, articolata e profonda per intrattenere i genitori. E per i più grandi una scelta musicale dai toni moderni (per citare due brani Blue - Da Ba Dee e I’m a Lady) e molto pop.
Per i più nostalgici non manca la presenza "storica" di Cristina D'avena, qui impegnata a doppiare la matriarca Mirtilla del villaggio nascosto dei Puffi e a cantare la versione moderna della storica Noi Puffi siam così. Canzone che purtroppo potrete ascoltare solo sui titoli di coda (da guardare fino in fondo, mi raccomando!).


Unico punto dolente di un film animato dai tantissimi pregi, assolutamente da vedere in compagnia dei propri figlioli, è il doppiaggio italiano. Chi è abituato alla voce insolente di Quatrocchi o alla voce "anziana" di grande Puffo qui potrebbe storcere il naso, perché i nuovi doppiatori (Massimo Lopez per Grande Puffo, ad esempio) non restituiscono gli stessi toni a cui i cartoni animati televisivi ci avevano abituati.

Da vedere e rivedere più volte.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 6 aprile.

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