mercoledì 12 aprile 2017

BOSTON - CACCIA ALL'UOMO, la recensione

Boston, 15 aprile 2013. È il Patriots Day, la festa che celebra le battaglie di Concord e Lexington che hanno dato inizio alla Guerra di Indipendenza Americana. Il terzo lunedì di aprile, per onorare la ricorrenza, Boston, tra le città più antiche degli Stati Uniti, ospita la Marathon Monday. La popolazione si riversa nelle strade e gli amati Red Sox giocano a Fenway Park. Quel giorno due terroristi, cresciuti negli Stati Uniti, compiono un attentato che provoca 3 morti e 264 feriti.

Il regista Peter Berg (Lone Survivor, Deepwater) racconta il dramma con grande maestria, sporcando le immagini col sangue dei feriti, la polvere e i detriti sollevati dalle due esplosioni. La cinepresa, come in un reportage, si muove senza sosta nel caos che travolge la massa, mai discostandosi dal tragico scenario. Berg mostra con suggestivo realismo la vicenda, utilizzando anche immagini d’archivio. Una grandissima ricostruzione scenica fin nei minimi dettagli che esalta le carni lacerate, i corpi mutilati e il colore rosso-sangue che tinge l’asfalto. In mezzo al fumo e al caos, un padre gravemente ferito alla gamba, sdraiato a terra e ancora sopraffatto dall’esplosione, prima di tutto si preoccupa del figlio piccolo seduto sul passeggino davanti a lui, spaventato e urlante mentre è portato via dalle squadre di soccorso: una famiglia separata, una tra tante. Un’immagine potente che da sola basterebbe a descrivere l’ondata emotiva che travolge la popolazione (e lo spettatore); ma Berg non si ferma qui. Mostra il punto di vista di una giovane coppia situata nell’epicentro della prima esplosione. Mostra il corpo esanime del bambino, Martin Richard, coperto da un telo bianco ucciso dalla prima bomba mentre aspetta al traguardo il padre pronto per abbracciarlo; e molto altro ancora.

La forza della pellicola risiede senza dubbio nell’incipit; Berg presenta moltissimi personaggi in una veloce carrellata, come fosse un pilot di una serie televisiva che ha bisogno di altri episodi per approfondire le loro storie, ma subito ci si accorge che non ce n’è bisogno: ognuno di loro serve per creare empatia con lo spettatore, per permettergli di capire meglio come la loro realtà quotidiana, tra problemi comuni e vite ordinarie, è stravolta, cambiando definitivamente. Dopo l’attentato la tensione sale esponenzialmente e si scopre come i personaggi si incastrano perfettamente nella vicenda e tutti diventano protagonisti. La sinergia che si crea nel superbo cast corale sorprende e mostra come la popolazione si faccia forza per affrontare la terribile situazione: ogni ruolo non è fine a sé stesso ma identifica una diversa e personale prospettiva.

Mark Walhberg (attore-feticcio di Berg, qui anche in veste di produttore) è il sergente Tommy Sanders, un uomo che lotta per la sopravvivenza (come in Lone Survivor e in Deepwater). La sua caratterizzazione è un mix di agenti di polizia e soccorritori locali realmente esistiti.


La moglie Carol (Michelle Moneghan), personaggio creato ad hoc, è un sicuro e fondamentale supporto emotivo per Sanders.


John Goodman, perfetto nella parte, è il commissario di polizia di Boston Ed Davis che insieme al governatore Deval Patrick (Michael Beach) supporta l’agente speciale dell’FBI Richard DesLauriers (un grande Kevin Bacon) che coordina la task force, allestita in poche ore, al fine di catturare gli attentatori.


Berg pone il focus sulla coppia Patrick Downes e Jessica Kensey (Christopher O’Sea e Rachel Brosnahan), e racconta la loro tragica storia. Così come la sorte dell’ufficiale del MIT Sean Collier (Jake Picking) e l’incredibile coraggio di Dun “Danny” Meng (Jimmy O.Yang) e l’intervento eroico del sergente Jeffrey Pugliese (J.K. Simmons), di stanza al quartiere di Watertown dove si esaurisce la fuga dei due terroristi, i fratelli Tsarnaev (Themo Melikidze e Alex Wolff).


Berg e gli sceneggiatori Matt Cook e Joshua Zetumer riescono sia a raccontare accuratamente il background dei personaggi, perfettamente in linea con la realtà storica, sia il dramma attraverso sequenze d’azione di incredibile efficacia. Boston – Caccia all’uomo narra il grande coraggio della popolazione di Boston nel reagire alla tragedia, mentre la città è immobilizzata in un assedio senza precedenti da parte delle forze dell’ordine. Un grande film che dimostra come si possa parlare di una vicenda molto, molto recente con passione, determinazione e grande drammaticità.

Alessandro Pin

Al cinema dal 20 aprile.

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