mercoledì 12 aprile 2017

MOGLIE E MARITO - La recensione

Di film che hanno portato in scena l'inversione di sessi, di ruoli e di generazioni ne è pieno il panorama cinematografico americano degli anni '80 e '90. Lo stile comico italiano si è invece sempre tenuto cautamente lontano dal mischiare tematiche simili con l'arte del far ridere. A tentare questa rischiosa strada è arrivato Simone Godano, regista all'esordio cinematografico, che riesce a mettere in scena una commedia piccola piccola ma di grande efficacia.


La premessa è fantasiosa: un banale incidente con una apparecchiatura in grado di connettere le onde cerebrali di due persone causa l'inversione delle personalità tra una moglie e un marito, conduttrice televisiva la prima, neurochirurgo il secondo.
La coppia, già di per sé in crisi, si trova a dover fare i conti con un'improvvisa quanto inopportuna inversione di corpi (o di menti), con tutta una serie di problematiche lavorative e domestiche da affrontare nell'attesa di trovare un modo per ripristinare lo stato normale delle cose.



I punti forti di questa intelligente commedia sono, principalmente, i due attori scelti per interpretare i personaggi principali. Kasia Smutniak, modella dai modi severi, quasi mascolini, è perfetta per assumere l'identità di un uomo nei panni di una donna. Pierfrancesco Favino, attore sex symbol di mamme e suocere, ma dotato di una rara gentilezza manierale, riesce ad essere il perfetto uomo effemminato che serve al copione. Assieme i due hanno il compito di scoprire la sessualità inversa e di dare voce alle dinamiche di coppia che spesso si danno per scontate. Il pretesto comico del film è in realtà stemperato dai contenuti dello stesso, ovvero un misurato excursus nelle incomprensioni tra uomini e donne nelle coppie moderne, spesso esasperate da una forte incomunicabilità tra coniugi sempre più concentrati su sé stessi e non sull'altro.


In tutto questo Moglie e marito è una commedia che si fa carico del difficile compito di dire qualcosa di più sulle dinamiche di coppia. L'equilibrio della famiglia, l'essere genitori, il femminismo, il tradimento sono tematiche affrontate in modo garbato, senza emettere giudizi e, cosa molto apprezzabile, sono affrontate da entrambi i punti di vista, quello di lui e quello di lei, lasciando allo spettatore l'onere di schierarsi. Anche se poi una vera necessità di prendere posizione non c'è, perché tutti e due i punti di vista sono condivisibili.

Moglie e marito è perciò un film leggero, dai contenuti maturi, che sa far sorridere e pensare, strappando anche qualche timida lacrima.


Da rivedere per apprezzarne le sfumature.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 12 aprile.

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