lunedì 3 aprile 2017

POWER RANGERS - La recensione

I Power Rangers (nella versione televisiva degli anni '90) sono uno di quei fenomeni mediatici inspiegabili che, nonostante la povertà della messa in scena, le trame surreali, gli effetti speciali imbarazzanti e le scene d'azione risibili, ha avuto un successo planetario di proporzioni mastodontiche. Era quindi inevitabile che, in un'epoca di sfrenati remake e reboot, l'industria cinematografica se ne impossessasse per portarli sul grande schermo in una veste economicamente profittevole.


Diretto da Dean Israelite e scritto da John Gatins (autore di Kong: Skull Island e Need for speed), il film del 2017 cerca di rimanere fedele al format originale, aggiornandone estetica e dinamiche sulla scia dei moderni cinecomic, non negando (anzi, citando proprio) l'ispirazione al modo di fare spettacolo dell'Universo Cinematografico Marvel e dei Transformers. Il prodotto che ne consegue è un film godibile, incalzante, un teen-movie che riscrive solo in parte la mitologia della serie televisiva e ne aggiorna i contenuti al gusto odierno.


Gli ingredienti "classici" ci sono tutti. C'è la famigerata Rita Repulsa (Elizabeth Banks perfida, istrionica e perfetta nel ruolo) che vuole appropriassi del cristallo Zeo, ci sono i cinque ragazzi che la devono fermare, ci sono gli Zord (mega robottoni dalla foggia dinosauresca), c'è il mentore Zordon (Bryan Cranston perlopiù ridotto a ologramma su un muro di pixel) e c'è il robottino tuttofare Alpha 5.


Ciò che viene aggiunta è una buona dose di background, più che necessaria in un film come questo che deve, per forza di cose, spiegare le origini di tutto ciò che mostra. Anche i cinque ragazzi (Jason, Kimberly, Billy, Zack e Trini) vengono inseriti in un percorso di formazione, sia come supereroi, sia come giovani adulti.


Relegati al margine della società, i cinque hanno bisogno di riscatto personale, di fiducia, di amicizia, e solo trovando tutto questo riusciranno ad acquisire la tuta da Power Rangers. Il film assume così una valenza etica, incorporando messaggi di condanna del bullismo e di riconquista di valori morali. E quando la formazione interiore è completa è l'action a scatenarsi, dando finalmente corpo alle scene di combattimento più sfrenate, condite con sapiente ironia e citazionismo della serie originale.

Il mix tra passato e presente trova il suo giusto equilibrio nella parte finale del film, quella che soddisfa e fa uscire appagati dalla sala cinematografica. Non siamo davanti a un capolavoro di regia o di sceneggiatura, ma il film riesce a fare leva su alcune componenti emotive che fanno digerire ogni imperfezione. La voglia di emergere, di essere eroi, di avere amici disposti a tutto per aiutarti e, più banalmente, il desiderio di giocare coi dinosauri robot o di avere un covo segreto con un mega computer senziente a disposizione, sono pulsioni insite in ognuno di noi. Vedere tutto ciò sul grande schermo trasmette euforia e predispone a un giudizio positivo sul film.

E' tuttavia doveroso avvisare che la pellicola non è adatta a un pubblico troppo giovane. Il target è quello degli adolescenti, e alcune scene dalle sfaccettature horror possono disturbare i bambini più piccoli. Power Rangers vuole crescere e soddisfare anche i ragazzi degli anni '90 che ora sono cresciuti, e nel fare questo sacrifica la godibilità del film agli under 10.

Da rivedere in home video.
 
Massimiliano Martini

Dal 6 aprile al cinema.

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