mercoledì 19 aprile 2017

THE BYE BYE MAN - La recensione

Tipico caso in cui la promozione pubblicitaria è meglio del film, The Bye Bye Man mette in scena un insipido horror stereotipato, che svuota l'anima spaventosa del film e la riempie con troppa noia.

Le premesse sembravano intriganti. Un ossessivo "Non dirlo, non pensarlo", un nome da non ripetere, un'inquietante presenza in grado di far perdere la testa alle persone più salde e capace di portarle a commettere i più atroci delitti, ma... l'effetto "horror da campeggio" è dietro l'angolo.


I tre giovani protagonisti non riescono a togliersi di dosso quell'aria da sprovvedute vittime del caso (complice una recitazione non proprio lusinghiera) e il supporto di nomi come Carrie-Anne Moss, Doug Jones e Faye Dunaway non riesce a elevare il livello del film.

A complicare le cose è l'introduzione del "mostro di turno" senza l'approfondimento minimo del background. Se l'intento è quello di lasciare le spiegazioni ad un eventuale secondo capitolo, suscitando curiosità nel pubblico, il risultato ottenuto è esattamente l'opposto. Gli enigmi insoluti non aiutano a far piacere il film e la continua attesa di una risposta indispone lo spettatore, specialmente quando le risposte nona arrivano. Infatti il film propone alcuni spunti visivi che, purtroppo, non trovano una corrispondenza narrativa. Cosa significano le monete d'argento che cadono ogni volta che il mostro si avvicina? E il treno 4241 che sembra volerci investire ma non arriva mai? Per non parlare del significato del "comodino mannaro" fonte di ogni male, nel cui cassetto è scritto il nome da non pronunciare, ma che nessuno pensa di distruggere.


E' davvero troppo facile condire un film horror con qualche scena da sobbalzo sulla sedia e pensare che questo basti a soddisfare il pubblico di oggi.

Un film da riscrivere.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 19 aprile.

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