mercoledì 31 maggio 2017

BAYWATCH - La recensione

Non si può negare che a guardare Baywatch si respiri un po' l'aria da cinepanettone nostrano. Situazioni grottesche al limite dell'assurdo, battute sessiste e abbondante spirito trash caratterizzano questa manovra revival del classico telefilm anni '90. Eppure c'è qualcosa di estremamente magnetico che tiene incollato lo spettatore alla poltrona per ben due ore e, nonostante i mille difetti del film, fa uscire dalla sala cinematografica con un sorriso ebete decisamente appagato.
Si tratterà probabilmente della abbondante dose di muscoli maschili e curve femminili, della mai celata ironia che il film mette in gioco sulle sue stesse origini televisive o della attesissima comparsata di David Hasselhoff e Pamela Anderson (entrambi star del telefilm originale), ma se avete più di 30 anni non potrete che godere di questo spettacolo, pur riconoscendo che l'alta cinematografia alberga altrove.


La storia è semplice e lineare, proprio come un episodio televisivo. Mitch Buchannon (Dwayne Johnson) è il caposquadra dei guardaspiaggia della baia. E' amato da tutti e non passa giorno che non salvi vite umane da pericoli degni di un serial televisivo, sostituendosi spesso alle reali forze dell'ordine. Le vicende prendono il via quando si aprono le selezioni delle nuove reclute dei Baywatch. E' qui che, tra dimostrazioni di machismo (maschile, appunto) e sensualità (femminile) incontriamo coloro che si uniranno alla squadra: la biologa marina Summer Quinn (Alexandra Daddario), il genio dei computer Ronnie Greenbaum (John Bass), un ragazzo decisamente fuori forma ma molto determinato a diventare guardaspiaggia per poter corteggiare la bagnina C.J. Parker (Kelly Rohrbach), e il raccomandato Matt Brody (Zach Efron), un ex-campione olimpico di nuoto ora condannato ai lavori socialmente utili.

Il rapporto tra Buchannon e Brody è difficile da subito. Il caposquadra non ha fiducia nel nuovo arrivato e la giovane recluta ha difficoltà a lavorare in squadra.


A complicare il tutto si aggiunge la comparsa nella baia dell'imprenditrice senza scrupoli Victoria Leeds (Priyanka Chopra), che utilizza le sue attività lecite per nascondere traffici di droga. Sarà la squadra di Mitch ad occuparsi della cosa, anche quando lo stesso caposquadra verrà messo in panchina perché troppo ingerente nelle indagini della polizia.


Portare sul grande schermo un telefilm come Baywatch non è stato un compito facile. La serie televisiva si prendeva tremendamente sul serio, ma trasporla per il cinema comportava snaturarla almeno in parte, trasformandola o in un grande action movie o in una commedia. Seth Gordon, il regista di Come ammazzare il capo… e vivere felici, accoglie entrambe le soluzioni e dona al film scene di azione epiche decisamente fuori misura, totalmente autocompiaciute e volutamente artificiose, condite con un umorismo che troppo spesso scivola nel trash senza che ce ne sia un reale bisogno. Il film non nasconde la propria implausibilità e anzi ne fa un vanto, scherzandoci sopra ad ogni scena.



Le musiche anni '90 e l'abuso di slow motion sono poi la miccia che innesca l'effetto nostalgia e incasella Baywatch (il film) in quella serie di pellicole che fanno appello alla mai dimenticata (e tanto sospirata) giovinezza di gran parte del pubblico.



Da guardare con abbondante pop corn e bibitona gelata.
Da rivedere a casa con il dito sul pulsante fast forward.

Massimiliano Martini

Al cinema dal 1 giugno.

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